La Mia Notte di Fuoco su uno Yacht in Costa Azzurra

Ero appena arrivata a Cannes, fresca dal mio jet privato da Milano. L’aria profumava di salsedine e Chanel N°5. La Croisette scintillava sotto il sole del tramonto. Mi sentivo una dea, con il mio abito di seta che accarezzava la pelle. Un invito esclusivo su uno yacht ormeggiato al largo. Pensavo fosse per Geoffrey Krabansky, il magnate del pane, ma… ecco la confusione.

Salgo a bordo. Il ponte è lucidissimo, mogano e acciaio. Un uomo, Duc lo chiamano, con un’aria da perdente affascinante, peignoir aperto su un corpo atletico. ‘Sei tu Krabansky?’, gli chiedo ridendo. Lui annuisce, confuso. Prosecco ghiacciato, bollicine che pizzicano la lingua. Seduti sui divani in pelle, gambe accavallate. Il suo sguardo mi divora. ‘Dimmi di te’, sussurro, mano sulla sua coscia. L’odore del suo dopobarba, Creed Aventus, mi inebria. Il sole cala, tingendo il mare di rosa.

L’Arrivo sul Yacht e la Tensione che Sale

‘Tu sei Ju?’, mi chiede, esitante. Annuisco, gioco il ruolo. La tensione sale. Le sue dita sfiorano il mio collo, scendono sul décolleté. Sento il calore tra le gambe. ‘Vieni nella mia cabina’, dico, voce roca. Lui mi segue, il cuore che batte forte. La villa galleggiante, tendaggi di lino egiziano, letto king size con lenzuola fresche. Chiudo la porta. ‘Spogliami’, ordino.

Le sue mani tremano, slacciano il vestito. Resto in lingerie di La Perla, seta nera. Lo spingo sul letto. ‘Fammi vedere quanto sei ricco… dentro’. Mi inginocchio, apro la sua zip. Il cazzo duro, grosso, pulsante. Lo prendo in bocca, assaporo il sale della pelle, la vena che gonfia. Gemo, lingua che gira intorno al glande. Lui ansima, ‘Cazzo, Ju…’. Lo succhio profondo, gola piena, saliva che cola.

La Passione Esplosiva e il Dopo

Mi alzo, lo cavalco. La fica bagnata lo ingoia tutto. ‘Scopami forte’, grido. Lui spinge, fianchi che sbattono, palle che schiaffeggiano il mio culo. Sudore misto al profumo di lui. Cambio posizione, a pecorina sul letto. Mi afferra i fianchi, mi penetra profondo, il cazzo che tocca il punto G. ‘Più forte, porco!’, urlo. Lui accelera, il letto cigola. Sento l’orgasmo montare, muscoli che si stringono. Vengo urlando, squirt che bagna i lenzuola. Lui non si ferma, mi riempie di colpi. ‘Vengo dentro?’, ansima. ‘Sì, riempimi la fica!’. Spara, caldo, profondo. Crollo su di lui, corpi appiccicosi.

Dopo, Prosecco ancora, corpi nudi sul ponte. Stelle sopra, mare calmo. ‘Non sei Krabansky, vero?’, ridacchio. Lui sorride, ‘No, ma stasera sì’. Mi sento privilegiata, come una regina. Quel loser mi ha dato più di un miliardario. Il lusso è niente senza questa passione cruda. Torno a Milano domani, ma ricorderò il suo cazzo, il sapore del mare, questa notte d’eccezione. Dio, che vita.

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