La Mia Notte di Fuoco su uno Yacht in Costiera Amalfitana
Dio, che viaggio. Il suo jet privato da Milano a Capri, solo noi due, con un calice di Prosecco ghiacciato in mano. L’odore del suo Tom Ford Oud Wood mi avvolge, maschio, potente. Atterriamo e l’elicottero ci porta dritti sul suo yacht ancorato tra Positano e Amalfi. Il sole italiano scalda la pelle, il mare è turchese, perfetto. Salgo a bordo, abito bianco di seta che accarezza le cosce, tacchi Louboutin che cliccano sul ponte di teak lucidato.
Alessandro mi aspetta, camicia aperta sul petto abbronzato, occhi che mi divorano. ‘Josée, sei ancora più bella di sette anni fa’, dice con quella voce profonda. Ricordi? Ero l’estetista nel suo palazzo, lui un ragazzino curioso che spiava sotto le gonne. L’ho preso, l’ho messo sulle ginocchia, gli ho sculacciato il culo nudo fino a farlo piangere. Ora è un uomo, ricco, dominante. Ma quel ricordo ci ossessiona entrambi.
L’Arrivo nel Paradiso del Lusso
Ci rituffiamo nel passato. Villa privata sull’yacht, suite con vasca idromassaggio, drappeggi di lino egiziano. Ceniamo caviale e ostriche, il gusto salmastro sulla lingua, bollicine di Prosecco che pizzicano. ‘Devo exorcizzare quella vergogna’, mi confida, mano sulla mia coscia. Io sorrido, eccitata. ‘Allora invertiamo i ruoli, amore. Ma stavolta con lusso’. La tensione sale, i nostri corpi si sfiorano, il suo cazzo già duro sotto i pantaloni.
La brezza marina profuma di salsedine e gelsomino. Mi siedo sul divano di pelle italiana, gambe accavallate. ‘Spogliati’, gli ordino piano. Obbedisce, nudo, muscoli tesi, cazzo eretto che pulsa. Si stende sulle mie cosce, pelle liscia contro la mia seta. Inizio con carezze, dita che sfiorano il suo culo sodo. Tape leggere, poi più forti. ‘Ahia…’, geme, ma si eccita. Lo sculaccio piano, sentendo la sua carne arrossarsi, il calore salire. Lui trema, il suo uccello sfrega contro di me.
La Passione Esplode senza Freni
‘Basta, ora tocca a me’, ansimo. Mi alzo, abbasso lo slip di pizzo, mi stendo sulle sue ginocchia. Le sue mani grandi sul mio culo, palpano, poi schiaffeggiano. Forte, ritmico. ‘Sì, così, più forte!’, grido, la figa che si bagna. Il dolore si mescola al piacere, il mio clitoride gonfio. Mi alzo nuda, tette piccole e sode che rimbalzano, capezzoli duri. Lo prendo in bocca, succhio il suo cazzo salato, lingua che gira sulla cappella. ‘Cazzo, Josée…’, geme.
Lo spingo sul letto king size, lenzuola fresche di lino. Mi siedo sul suo viso, la sua lingua lecca la mia figa fradicia, succhia il clitoride fino a farmi venire, urlando. ‘Scopami!’, imploro. Lui mi penetra piano, il suo cazzo grosso che mi riempie, entra e esce bagnato. Poi selvaggio: mi gira, mi incula da dietro, schiaffi sul culo mentre pompa. ‘Ti fotto come meriti!’, ringhia. Io vengo di nuovo, figa che stringe. Lui sborra dentro, caldo, profondo.
Ci accasciamo, sudati, corpi intrecciati. Il sole tramonta sul mare, arancione fuoco. Prosecco fresco, sigari cubani. ‘È stato perfetto’, sussurro, mano sul suo petto. Quel passato è svanito, sostituito da questo privilegio: yacht, lusso, potere sul suo corpo e il mio. Mi sento una dea, élite, appagata. Domani? Un altro round. La vita è troppo dolce per fermarsi.