Riunione Infuocata su uno Yacht di Lusso in Mediterraneo
È successo l’altro ieri, giuro. Dopo dieci anni senza sue notizie, eccomi lì, su una spiaggia privata della Costiera Amalfitana, il sole che mi accarezza la pelle oliata con crema La Mer, quel profumo di gelsomino e sale marino che mi avvolge. Sono sdraiata sul mio yacht ormeggiato, un Pershing 140 noleggiato per la settimana, lenzuola di lino egiziano sparse sul ponte, un calice di Prosecco ghiacciato tra le dita. Nuda, tranne un tanga di Hermès leopardato che mi sega le chiappe.
Corro con lo sguardo il mare turchese, e lo vedo. Lui, Pat, che fa jogging sulla spiaggia deserta. Rallenta, mi fissa. Il cuore mi salta in gola. ‘Cathy?’ mormora, con quella voce rauca che ricordo. Mi giro piano, le tette siliconate – grosse, rotonde, perfette – che ondeggiano. Lui si blocca, gli occhi famelici sul mio culo cambrato. ‘Pat… sei tu?’ dico, schermandomi dal sole con la mano, un velo di sonno pomeridiano sulle palpebre.
L’Incontro Inatteso nel Paradiso del Lusso
Ci abbracciamo, corpi che si riconoscono all’istante. ‘Non sei cambiata, sei… esplosiva,’ dice, e io rido, notando il rigonfiamento nei suoi shorts. Parliamo ore, vite cambiate – figli, mariti fugaci – ma l’aria si carica di elettricità. Il sole cala, il vento fresco mi fa venire la pelle d’oca sui capezzoli turgidi. ‘Sali sul mio yacht,’ gli dico. ‘Ho una villa privata qui vicino, ma stasera… festeggiamo.’ Lui annuisce, occhi che brillano.
Atterriamo con il jet privato da Milano, ma no, direttamente sullo yacht: champagne Dom Pérignon, caviale Beluga, musica jazz soft. La villa è un sogno: infinity pool con vista su Capri, marmi bianchi, aria profumata di Creed Aventus sul suo collo. Balliamo lenti dopo quattro flûte, le sue mani scivolano sui miei fianchi, sotto il vestito di seta nera che mi fascia le curve. ‘Se continui così, ti prendo la tua grossa cazzo,’ gli sussurro ridendo, palpandogli l’erezione dura come marmo.
Lo spingo in ginocchio, gli slaccio i pantaloni. La sua verga semi-dritta mi schiaffeggia il viso. La lecco dal basso, lingua lenta, assaporando il sale della pelle sudata. Baci umidi sulle palle rasate, poi lo ingoio tutto, succhiando avida come una volta. Lui mi tira fuori le tette dalla scollatura, le strizza forte, capezzoli tra i denti. ‘Aspetta… sorpresa,’ dico, e corro in cabina. Torno nuda, col tanga nero di dieci anni fa, tirato su le chiappe. ‘Ti sta ancora da puttana,’ geme lui.
La Passione Esplode in Estasi Carnale
Mi giro, gli mostro il culo. ‘Vuoi scoparmi il culo come allora?’ Lo afferro da dietro, la sua cappella preme sul mio solco. Gli lecco l’ano? No, lui si inginocchia, mi divora il buco con la lingua bagnata, dita dentro, tre, che mi aprono. Grido di piacere, figa che cola. Poi, zac: mi sbatte la cappella nel culo, secca, profonda. ‘Cazzo, sì!’ urlo, mentre mi penetra piano, lasciandomi abituare. Il suo cazzo sparisce tra i brandelli del tanga strappato, il ponte dello yacht che vibra sotto di noi.
Lo pompa forte, alterna: lento, profondo fino in fondo, poi bestiale, mi fa vacillare. Lo prendo a pecorina sul lino morbido, specchi che riflettono il mio culo dilatato, figa aperta e lucida di umori. Pesi anali, peti sporchi dal suo sperma che lubrifica. ‘Vengo nel tuo culo!’ ruggisce, e schizza dentro, immobile, io orgasmo sentendo il calore colarmi dentro. Non molla: continua piano, poi mi solleva, cazzo sempre ficcato, gambe spalancate allo specchio. Tette che ballano, occhi persi nel piacere.
Seconda sborrata, urla da animali, sperma che sgorga sul tanga distrutto. Cadiamo esausti, corpi sudati uniti, odore di sesso e mare. ‘È stato… privilegio puro,’ sussurro, accarezzandogli il petto. Domani? Chissà. Ma questa notte, su questo yacht di lusso, ho rivissuto l’ecstasy assoluta, un momento d’élite che sa di eternità.