La Mia Notte Infuocata su uno Yacht Privato in Mediterraneo
Sai, ero appena scesa dal jet privato a Capri, il sole italiano che mi accarezzava la pelle. Lui mi aspettava sul suo yacht, un colosso di 50 metri ancorato tra le scogliere. ‘Benvenuta, bellissima’, mi ha sussurrato con quel sorriso da milionario. Indossavo un abito di seta nera, aderente, che odorava di Creed Aventus, il suo profumo preferito. Prosecco ghiacciato in flute di cristallo, bollicine che pizzicavano la lingua. La brezza marina, salmastra, mi solleticava le cosce nude.
Ci siamo seduti sul ponte superiore, cuscini di lino egiziano morbidissimi. Lui, elegante in camicia bianca sbottonata, mano sulla mia coscia. ‘Ti voglio da quando ti ho vista’, ha detto piano, occhi fissi nei miei. Io ho riso, sfiorandogli il collo. La tensione saliva, come il sole che tramontava, tingendo il mare di rosa. Sorseggiavamo champagne, corpi sempre più vicini. Il suo dito ha tracciato il bordo del mio reggiseno di pizzo, facendomi rabbrividire. ‘Andiamo dentro’, ho mormorato, voce roca.
L’Arrivo sul Yacht e la Tensione che Sale
La cabina master era un sogno: letto king size con lenzuola Frette, luci soffuse, vista panoramica sul Mediterraneo. Ha chiuso la porta, mi ha girata contro il finestrale. Le sue mani sulle mie anche, profumo di cuoio e colonia. Mi ha baciata, lingua profonda, mentre slacciava il vestito. ‘Sei bagnata già?’, ha chiesto, mano tra le gambe. Sì, lo ero. Il mio tanga di La Perla fradicio. L’ho spinto sul letto, gli ho slacciato i pantaloni. La sua cappella gonfia, venosa, mi pulsava in mano.
L’ha tirata fuori, dura come marmo. ‘Prendila in bocca’, ha ordinato. Mi sono inginocchiata sul tappeto persiano, lingua sul glande, sapore salato. L’ho succhiata piano, profonda, gemendo. Lui afferrava i miei capelli castani, spingendo. ‘Brava troia italiana’, grugniva. Poi mi ha alzata, strappato il reggiseno. I miei capezzoli turgidi, succhiati forte. Mi ha legata i polsi con sciarpe di seta alle colonnine del letto, braccia aperte. Vista sul mare, ma noi soli.
L’Esplosione di Piacere Analitico e Totale
Ha aperto il lubrificante, profumo di vaniglia. Dita sul mio clitoride gonfio, poi tra le natiche. ‘Rilassati’, ha detto, infilando un dito nel mio culo stretto. Ho gemito, eccitata. Ne ha aggiunto un altro, pompatura lenta. Ero fradicia, figa che colava. Ha unto il cazzo, grosso, e l’ha premuto contro il mio buco. ‘Piano…’, ho sussurrato. È entrato piano, centimetro dopo centimetro, riempiendomi. Dolore misto a piacere, mi sono inarcata. Ha iniziato a scoparmi il culo, colpi ritmati, palle che sbattevano.
‘Guardami’, ha detto, mentre accelerava. La sua mano sul mio clito, sfregando forte. Io urlavo, ‘Più forte, cazzo!’. Il suo bacino schioccava contro le mie chiappe, sudore che colava. Ho sentito l’orgasmo arrivare, figa che pulsava vuota, culo stretto intorno al suo uccello. ‘Vengo!’, ho gridato, tremando. Lui ha esploso dentro, sborra calda che mi riempiva le viscere. Gemiti, corpi collassati.
Dopo, sdraiati tra lenzuola umide, champagne versato sul pavimento. Mi accarezzava i capelli, ‘Sei unica’. Io sorridevo, sazia, privilegiata. Il yacht cullato dalle onde, stelle sopra di noi. Un momento d’élite, puro lusso carnale. Chi sa cosa riserva la prossima notte…