Nevicata di Passione nella Mia Villa sulle Dolomiti

Mi sono svegliata nella mia villa esclusiva sulle Dolomiti, arrivata ieri con il jet privato da Milano. La suite padronale, drapi di lino egiziano soffici come una carezza, orientata a est. Luce bianca, irreale, invade la stanza. Neve ovunque, silenzio assoluto. Solo il battito del mio cuore e il respiro di Marco, la sua testa sul mio cuscino. Lui, imprenditore potente, eleganza pura, profumo Acqua di Parma che mi avvolge ancora.

Sorridendo, nuda, gli dico: «Andiamo a vedere la neve». Apro le finestre, aria gelida mi accarezza la pelle. Mi stringo a lui da dietro, il suo cazzo già duro contro il mio culo. «Fa freddo, amore», sussurro, ma lui afferra i miei seni, pinza i capezzoli induriti. Il vento profuma di pini e ghiaccio. Mi cambrò, «Fammi l’amore in silenzio. Voglio venire nel silenzio».

Risveglio nel Bianco Silenzio

Si infila nella mia figa bagnata, piano, profondo. Prendo neve nelle mani, la strofino sui miei capezzoli. Frissonno, i muscoli si stringono intorno al suo cazzo. Lui accelera, neve che fonde sul mio ventre, gocciola tra le cosce. Respiri affannati, gambe che tremano. Vengo muta, un’onda che mi squassa, lui mi riempie di sborra calda. Crolliamo sul letto, emboîtés sotto la coperta di cachemire.

Più tardi, brunch nel salone con vista panoramica. Prosecco ghiacciato, bollicine che pizzicano la lingua, marmellata di fragole dal mio giardino in Toscana. Racconto la battuta della mia amica su preservativi gusto fragola. «Testiamolo», ride lui. Lo spoglio, cazzo semi-eretto. Infilo il preservativo, spalmo marmellata. Lecco piano la cappella, sapore dolce contro artificiale. «Meglio la mia», dico maliziosa.

Per indurirlo, lubrifico un dito con burro fresco, lo infilo nel suo culo. Trovo la prostata, la massaggio piano. Geme: «Cazzo, Sofia…». Si irrigidisce, duro come marmo. Succhio fino a fargli riempire il preservativo di sborra. «Vinto dalla vera fragola».

Escursione con ciaspole di carbonio, lusso anche nella neve. Branchi carichi cedono, neve nei colli, giù per la schiena fino alla figa. Ridiamo come matti. Lui mi ficca neve tra le chiappe, io gli riempio le palle di ghiaccio. Cadiamo nella conca, lotta nuda: neve nei capezzoli, tra le labbra della fica. «Mi bagni la passera anche qui!».

Fuoco sotto la Neve

Torniamo in chaufferie riscaldata, ci spogliamo. Nudi, palleggio d’acqua calda sulla neve. Devo pisciare, lui pure. Gambe aperte, jets che si mischiano sul pavimento, risate da bambini. «Mischia il tuo con il mio, sporco».

In cucina, confettura di cinorrodi, frutti rossi gelati. Semi pelosi: «Grattano il culo?». Gliene infilo tra le natiche, lui ride. Cuociamo nudi, corpi che sfregano. Succhi e zucchero bollono, noi ci lecciamo. Polpa appiccicosa sui sessi, dita che grattano e stuzzicano. «Qui ti pizzica?», chiedo imitando un dottore.

Pots pronti, salone superiore. Sesso lento sul divano di pelle, vista sulle cime innevate. Il sole rosso tramonta, illumina i nostri corpi sudati. Vengo di nuovo, lui dentro di me. Notte confidenze: amori passati, potere, lusso che ci lega.

Ora, sazia, bevo Prosecco. Questo momento, privilegio raro: neve, seta, cazzo suo nella mia figa. Vita da élite, passione pura. Vorrei riviverlo all’infinito.

Similar Posts

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *