La Mia Passione Selvaggia su uno Yacht di Lusso in Mediterraneo
Dio, ancora mi tremano le gambe ripensandoci. Ero lì, io, Flora, la tua italiana focosa, invitata dal mio capo Marcel sul suo yacht privato ancorato al largo della Costiera Amalfitana. Sole cocente che accarezzava la pelle, profumo di salsedine misto a Chanel N°5 suo e al mio Acqua di Parma. Roméo, il mio collega irresistibile, era con la nuova segretaria, Lisa… o Eloïse, come ho scoperto dopo. Marcel, con il suo potere e i suoi occhi da predatore, ci aveva portati in jet privato da Milano. ‘Festeggiamo le promozioni’, ha detto versando Prosecco ghiacciato nei calici di cristallo Baccarat. Bollicine fresche in bocca, dolcezza che pizzicava la lingua.
Ci siamo sdraiati sui materassini di seta egiziana, corpi oliati che luccicavano. Roméo in costume attillato, il suo cazzo già semi-eretto che si intravedeva. Lisa, con quel suo accento finto québécoise, occhiali da sole e bikini minuscolo che le stringeva le tette perfette. Io, nuda tranne un pareo trasparente, sentivo la tensione salire. Marcel rideva, mano sulla mia coscia. ‘Flora, fai vedere a Roméo come si lavora in squadra’. Le sue dita scivolavano su, sfiorando la mia figa già bagnata. Roméo mi guardava, occhi famelici, ricordando il nostro stage, quando l’avevo scopato fino all’alba. Lisa arrossiva, ma i capezzoli turgidi la tradivano. ‘Siete… eleganti qui’, balbettò. Io le sorrisi, maliziosa. ‘Aspetta il tramonto, cara’. Il calore del sole italiano ci avvolgeva, sudore salato che colava tra i seni.
L’Arrivo nel Paradiso del Desiderio
Poi, bum. Marcel sparì in cabina, lasciandoci soli sul ponte. Prosecco finito, corpi vicini. Roméo mi baciò prima, lingua decisa, mani che mi strizzavano il culo. ‘Flora, non resisto più’. Lisa ci guardava, mordendosi il labbro. ‘Posso… unirmi?’. La tirai a noi, le slacciai il bikini. Le sue tette sode balzarono fuori, rosa e perfette. Leccai un capezzolo, salato di sudore, mentre Roméo le abbassava lo slip. ‘Cazzo, sei fradicia’, grugnì lui, infilandole due dita nella figa rasata. Lei gemette, ‘Oh sì, scopatemi’. Io mi misi in ginocchio, presi il cazzo di Roméo in bocca, grosso, venoso, sapore di mare e maschio. Lo succhiavo profondo, gola piena, saliva che colava. Lui spingeva, ‘Brava troia’. Lisa mi baciava, lingua dolce di Prosecco, mentre le sue dita mi penetravano.
L’Esplosione di Piacere Senza Limiti
Roméo mi sdraiò sui cuscini di lino, mi aprì le gambe. ‘Ti sfondo’. Entrò di colpo, cazzo duro che mi riempiva la figa stretta, colpi potenti che mi facevano urlare. ‘Più forte, Roméo!’. Lisa sopra di me, figa sul mio viso. La leccai vorace, clitoride gonfio, succhiando i suoi umori acidi e dolci. Lei si dimenava, ‘Lingua dentro, sì!’. Roméo la prese da dietro, alternando: una pompatina in me, poi in lei. ‘Siete le mie puttane’. Venni prima, figa che pulsava, schizzi sul suo cazzo. Lui esplose nella sua bocca, sborra calda che ingoiava. Marcel tornò, si unì: mi fotteva il culo piano, lubrificato dall’olio solare, mentre io leccavo Lisa.
Dopo, corpi intrecciati sul ponte, tramonto rosa sul mare. Prosecco fresco, sigari cubani. Marcel ci coprì di complimenti, ‘Siete il mio equipaggio perfetto’. Roméo mi accarezzava, ‘Flora, sei una dea’. Lisa, esausta, sorrideva. Mi sentivo una regina, privilegiata in questo mondo di lusso e sesso sfrenato. Ogni muscolo indolenzito, figa gonfia, ma soddisfatta come mai. Un momento d’eccezione, solo per pochi eletti. Ancora lo rivivo nei sogni.