La Mia Prima Volta su uno Yacht di Lusso in Mediterraneo
Ero nervosa, il cuore che batteva forte mentre il jet privato atterrava sulla pista di Capri. Lui mi aveva invitata, quel medico affascinante che avevo incontrato per un consulto intimo. ‘Vieni sulla mia villa galleggiante’, mi aveva sussurrato al telefono, la voce vellutata come il suo Creed Aventus che sentivo ancora nelle narici. Timida, vergine a ventisei anni, con quel problema all’imene che mi tormentava da mesi. Dolori, pruriti… ma ora, eccitata all’idea.
Il tender mi portò allo yacht, un colosso bianco ormeggiato nelle acque turchesi. Scalzi sul ponte di teak caldo, il sole italiano che scottava la pelle. ‘Benvenuta, bellissima’, disse lui, abbracciandomi. Alto, elegante nel suo polo slim, occhi penetranti. Prosecco ghiacciato in flute di cristallo, bollicine che pizzicavano la lingua, aroma di limoni di Sorrento. La villa sul mare si apriva sotto: suite con drappeggi di seta, letto king size con lenzuola di lino egiziano, morbide come una carezza.
L’Arrivo sul Yacht e la Tensione Crescente
Mi fece spogliare piano, esitante. ‘Fidati di me’, mormorò, le mani esperte sul mio corpo nudo. Odore del suo dopobarba misto al mio desiderio umido. Mi sdraiai, gambe aperte sugli staffieri di cuoio soffice. Il mi esaminò, dita che sfioravano la fica rasata, l’imene stretto. ‘Sei perfetta, una vera dea vergine’. Il mio clitoride pulsava già, il suo respiro caldo sulle labbra intime. Titillò i capezzoli duri, facendomi gemere piano. ‘Rilassati, amore’. La tensione saliva, il sole filtrava dalle vetrate, il rollio gentile dello yacht come un invito al peccato.
L’Esplosione di Passione tra Lusso e Carne
Poi esplose tutto. Senza guanti stavolta, le sue dita nude entrarono piano nell’oculus, lubrificate dal mio miele. ‘Ah… fa male?’, no, era estasi. Spinse di più, massaggiando il mio punto G, quel cuscinetto gonfio. ‘Cazzo, sei bagnata fradicia’. Mi arcuai, il suo cazzo duro che premeva contro la coscia attraverso i pantaloni. Lo slacciai, enorme, venoso, cappella viola lucida. ‘Lo vuoi?’. Sì, lo implorai. Mi penetrò piano, rompendo l’imene con un colpo secco. Dolore misto a piacere, ‘Porca troia, sei strettissima!’. Pompava ritmico, il letto che cigolava, sudore che colava sui nostri corpi. Io urlavo, ‘Più forte, scopami!’. Mi girò a pecorina, il suo pollice nel culo stretto, poi lo cazzo entrò lì, dilatandomi. ‘Prendilo tutto, puttanella mia’. Sborrò dentro, caldo fiotto che mi riempì, gocciolando sulle lenzuola.
Esauste, collassammo. Il suo sperma colava tra le cosce, sapore salmastro in bocca dopo averlo succhiato. Mi accarezzò i capelli, ‘Sei stata magnifica’. Il sole tramontava sul Mediterraneo, champagne versato sulla pelle. Mi sentivo privilegiata, una dea sazia in questo paradiso esclusivo. Nessun rimpianto, solo la promessa di altri yacht, altri orgasmi. Lusso che si fa carne, potere che si fa godimento. Tornerò, ne sono certa.