La Mia Notte di Fuoco su uno Yacht Privato in Mediterraneo
Ero appena atterrata con il jet privato da Milano, il sole di Capri mi accarezzava la pelle. Sylvain, mio marito, aveva organizzato tutto: lo yacht ancorato nel Golfo, candele profumate al bergamotto Tom Ford che si mescolavano all’odore salmastro del mare. ‘Isabella, stasera arriva Marco’, mi sussurrò all’orecchio, la sua mano già sotto il mio vestito di seta nera, sfiorando le jarretelles. Sapevo del suo feticcio, quel candaulismo che ci legava da anni. Marco, il collega di un tempo, quel flirt fugace in ufficio… lo pensavo ancora, sola, con le dita nella mia figa bagnata.
Ci baciammo sul ponte, il Prosecco fresco e frizzante in bocca, bollicine che pizzicavano la lingua. Lui mi strinse, il suo cazzo già duro contro le mie natiche. ‘Pensa a lui che ti scopa’, gemette, e io annuii, eccitata. Mandai il messaggio: ‘Vieni, aperitivo sul mio yacht’. Arrivò con un mazzo di orchidee, elegante in lino bianco. Sylvain lo salutò, fingendo casualità, ma i suoi occhi brillavano. Cenammo sotto le stelle, caviale e ostriche, il calore del Mediterraneo che ci avvolgeva. I nostri sguardi si incrociavano, carichi di promesse. Sotto il tavolo, il piede di Marco sfiorò la mia coscia nuda, salendo piano.
L’Arrivo sul Golfo e la Tensione che Sale
‘Vieni ad aiutarmi in cambusa’, gli dissi, voce tremante. Lì, soli, corpi premuti contro il bancone di marmo. Il suo profumo, Acqua di Parma, mi invase. Mi girai, le nostre labbra si sfiorarono. ‘Sylvain è di sopra…’, sussurrai, ma spinsi il culo contro la sua erezione. Le sue mani aprirono il vestito, scoprendo i miei capezzoli turgidi. ‘Niente reggiseno? Per me?’, rise rauco. Li pizzicò, succhiandone uno, mentre dita sotto la gonna trovavano la mia passera fradicia. ‘Sei una troia bagnata’, mormorò, infilando due dita dentro, facendomi gemere.
Sylvain ci spiava dal ponte, il suo cazzo in mano. Tornammo su, aria elettrica. Dopo cena, nel salone con i divani in pelle e drappeggi di lino egiziano, gli feci vedere le foto del viaggio. La mia mano guidò la sua tra le cosce aperte, la fica esposta, gocciolante. ‘Scopami con le dita’, gli ordinai piano, mentre Sylvain fingeva di leggere. Venni mordendomi il labbro, succhiando il suo pollice sporco di me. Lui esplose nella mia bocca, sborra calda che ingoiai avida, il sapore salato misto a Prosecco.
L’Esplosione di Piacere tra Onde e Setosi Drappeggi
Sylvain si ritirò in cabina, eccitato da morire. Io spinsi Marco sul letto king size, seta fresca sotto la pelle rovente. Gli cavai i pantaloni, il cazzo venoso e duro. Lo leccai dalla base alla cappella, succhiando vorace, la lingua che roteava. ‘Cazzo, Isabella, sei una dea’, grugnì, afferrandomi i capelli. Mi mise a pecorina, il sole morente che filtrava. Mi sbatté dentro, il suo uccello che mi sfondava la figa, palle che sbattevano sul clitoride. ‘Più forte, scopami come una puttana!’, urlai, le tette che dondolavano. Mi schiaffeggiò il culo, entrò nel mio ano stretto con saliva e voglia, alternando buchi fino a farmi squirtare sul lenzuolo.
Verso l’alba, lo cavalcai, la fica che lo mungeva, capezzoli in bocca. Venimmo insieme, lui dentro di me, caldo e profondo. Sylvain, nascosto, si segò ascoltandoci. Il mattino dopo, Marco partì con un bacio. ‘È stato magico’, dissi a mio marito, nuda tra le sue braccia, la figa ancora gonfia. Lui mi leccò pulita, gustando il resto. Quel privilegio, quel lusso di corpi e potere, mi fa sentire viva, regina del mio piacere. Un ricordo che profuma di mare e sborra, eterno.