La Mia Notte di Fuoco su uno Yacht di Lusso in Mediterraneo
Ero appena arrivata su questo yacht mozzafiato ancorato al largo della Costiera Amalfitana. Sole cocente sulla pelle, profumo di salsedine misto a Creed Aventus che aleggiava nell’aria. Martin mi aveva invitata per una ‘presentazione esclusiva’ dei suoi progetti di lusso. Alto, bruno, occhi azzurri penetranti, camicia bianca aperta sul petto scolpito. Il tipo che ti fa bagnare con uno sguardo.
Ci sedemmo sul ponte, Prosecco ghiacciato in flute di cristallo. Bollicine fresche in bocca, frizzanti sulla lingua. Parlavamo di affari, ma i suoi occhi scivolavano sulle mie cosce, esposte dalla mia robe di seta nera, fessura audace fino all’inguine. Nera, reggiseno in pizzo, autoreggenti di La Perla. ‘Sei stupenda’, mormorò, voce bassa, mano che sfiora il mio ginocchio. Io arrossii, ma non mi ritrassi. L’alcol scaldava, il mare ondeggiava piano.
L’Arrivo sul Yacht e la Tensione che Sale
Scesi in ginocchio per mostrargli i campionari, abitudine da venditrice chic. La robe si aprì, rivelando la pelle nuda sopra i bordi delle calze. Lui sorrise. ‘Lascia così, è perfetto. Continua’. Il suo sguardo bruciava tra le mie gambe. Provai a chiudere, ma inutile. ‘Ti piace guardarmi, eh?’, dissi ridendo nervosa. Lui annuì, si inginocchiò davanti a me. Occhi negli occhi, atmosfera densa di sesso.
Le sue mani slacciarono un bottone, poi un altro. ‘Che fai?’, protestai debolmente. ‘Shh, continua’. Carezzò le cosce, piano, fino alla figa coperta dal perizoma. Tremavo. ‘Allarga’, sussurrò. ‘No…’, ma le gambe si aprirono da sole, fradicia di umori. Dito sul clitoride, sopra il tessuto. Gemevo. Baciò le mie labbra, mani sui seni duri. Slacciò il perizoma, lo sfilò. ‘Sei inzuppata, troia’.
Mi prese la mano, la infilò nei pantaloni. ‘Senti quanto è duro il mio cazzo’. Gonfio, pulsante. Lo segai piano, baciandoci. Mi sdraiò sui cuscini di lino egiziano, tette fuori, figa esposta. Mi leccò, lingua sul clitoride, succhiò. ‘Ah sì…’. Stavo per venire, da settimane senza uomo.
L’Esplosione del Desiderio e il Doppio Piacere
Aprii gli occhi: un altro, Pierre, biondo atletico, ci guardava ridendo. ‘Vieni, è pronta’, disse Martin. ‘No!’, urlai, cercando di alzarmi. Ma Pierre mi bloccò le braccia, Martin infisse due dita nella fica, leccando. Resistetti un attimo, poi cedetti. ‘Basta, scopatemi, vi prego’.
Martin tirò fuori il cazzo enorme, me lo ficcò dentro piano, fino in fondo. ‘Cazzo, che figa stretta’. Venne quasi subito, io gridai in orgasmo. Pierre mi diede il suo in bocca, lo succhiai vorace, saliva e pre-sborra. Si scambiarono: Pierre mi penetrò forte, io cavalcavo. Martin dietro, leccò il culo. ‘No, non lì…’. Ma lui lubrificò, dito dentro. ‘Aiutami’. Separai le chiappe, lui entrò nel culo, piano. Pieni entrambi, mi limavano. ‘Più forte!’. Cazzi gonfi, si svuotarono dentro di me, sborra calda che colava. Io esplosi, il multiorgasmo più forte mai avuto.
Dopo, sudati, Prosecco ancora. Fecero una grossa ordinazione. Tornai a casa, corpo dolorante ma appagata. Che privilegio, quel lusso trasformato in pura lussuria. Ne voglio ancora.