La Mia Notte di Fuoco su uno Yacht in Mediterraneo

Mi sveglio nella nostra villa sul mare, lenzuola di lino egiziano che accarezzano la pelle. Pablo mi guarda, la sua erezione tesa sotto le coperte. ‘Hai fiducia in me, amore?’ sussurra. Sorrido, curiosa. La sua mano sfiora il mio seno, ma si ferma. ‘Stasera, ore 20, vestiti sexy. Ti porto via.’

Il giorno passa lento, tra riunioni noiose. Penso solo a lui, al suo cazzo duro che vorrei succhiare ora. A casa, doccia bollente. L’acqua scivola tra le cosce, dita che sfregano la figa già bagnata. Esco, mi trucco: rossetto rosso fuoco, occhi fumosi. Nel guardaroba, scelgo un abito nero scollato, spacco laterale fino all’anca, reggiseno di pizzo, perizoma minuscolo, tacchi vertiginosi. Profumo di Chanel N°5, dolce e speziato.

L’Attesa Sensuale nella Villa di Lusso

Pablo arriva, occhi che mi divorano. Mi apre la portiera della Ferrari, mano sul mio culo sodo. ‘Sei una dea.’ Voliamo verso l’eliporto. Jet privato ci aspetta, Prosecco ghiacciato. Atterriamo a Capri, yacht ancorato nella baia, luci soffuse, Mediterraneo che luccica sotto la luna. Superyacht, 50 metri, teak lucidissimo, ponte infinity con vista infinita.

Cena esclusiva: caviale, ostriche, champagne Dom Pérignon. Pablo ordina per me. ‘Fiducia?’ ride. Poi, il cameriere posa il dessert e… si siede. Estéban, capitano spagnolo, muscoli tesi sotto la camicia bianca, occhi neri come la notte. Mi fissa, brasilians. Arrossisco. Pablo sorride: ‘Il gioco inizia. Togliti il perizoma e dallo a lui.’

Cuore in gola. Mi alzo, cammino tra i tavoli vuoti – solo noi tre. Bagno di marmo, specchi ovunque. Mi siedo, sfilo il pizzo fradicio. Odore di fica eccitata, umido tra le dita. Torno, poso la mano sulla spalla di Estéban, bacio sulla guancia, infilo il perizoma in tasca. ‘Ora annusalo,’ gli sussurro. Lui obbedisce, inspira profondo, cazzo che si gonfia nei pantaloni. Pablo mi stringe la coscia sotto il tavolo.

Non resisto. Prendo chantilly, lecco lento la cucchiaio, labbra socchiuse, occhi su di loro. ‘Vi prego,’ gemo piano. Pablo paga, ci guida sul ponte. Vento salmastro, stelle sopra. ‘Fiducia?’ Mi spinge contro Estéban. Labbra sue sulle mie, lingua invasiva. Pablo dietro, mani sul mio culo, dress up. Cazzo di Estéban duro contro il ventre, enorme.

L’Eplosione del Piacere sul Ponte Privato

Ci denudano. Nuda sul ponte, tette al vento, capezzoli duri. Pablo mi bacia il collo, odore di colonia Creed. Estéban succhia un seno, denti che mordono. Mi inginocchio, cazzi in mano: Pablo venoso, Estéban spesso. Li lecco, saliva che cola, alterno, deep throat fino a soffocare. Gemo, figa che pulsa.

Pablo mi alza, mi sbatte sul divano di pelle. ‘Prendila,’ dice. Estéban infila la lingua nella fica, succhia clitoride, dita dentro, tre, che mi aprono. Urlo. Pablo nella bocca, cazzo che sbatte in gola. Poi mi girano: Estéban dal dietro, entra piano, cazzo che spacca, palle che sbattono sul culo. ‘Cazzo, che troia bagnata!’ grugnisce. Pablo davanti, lo cavalco, figa piena da Estéban, bocca piena da Pablo. Mi scopano sincronizzati, sudore, gemiti, schiaffi sul culo.

Vengo, squirto sul ponte. Cambiano: Pablo mi fotte il culo, lubrificato dal mio umore, Estéban in figa. Doppio, piena, urlo ‘Sì, scopatemi più forte!’ Sborrano dentro, caldo che cola. Crollo, tre corpi intrecciati.

Dopo, Prosecco, sigari cubani. Corpi appagati, vista sul mare. Mi sento regina, privilegiata. Pablo mi bacia: ‘Ti amo.’ Estéban sorride. Una notte d’eccezione, lusso che diventa estasi pura. Non dimenticherò mai.

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