La Mia Prima Volta con una Trans sul Mio Yacht in Mediterraneo
Ero a Milano, sola da mesi, il corpo che fremeva per un tocco proibito. Avevo 28 anni, una villa in Costiera Amalfitana, ma quel weekend volevo di più. Jet privato da Linate a Olbia, il sole sardo che mi accarezzava la pelle attraverso il finestrino. Atterragliamo, e l’elicottero ci porta sul mio yacht ormeggiato a Porto Cervo. L’aria salmastra, mista all’odore di cuoio nuovo e Chanel N°5 che spruzzo sempre.
Lei si chiama Deborah, l’ho contattata tramite un’app esclusiva per VIP. Bionda, occhi castani profondi, 32 anni, curve perfette: 95 di seno, fianchi larghi e… un cazzo di 20 cm che prometteva estasi. ‘Vieni da me, amore’, mi aveva sussurrato al telefono con quella voce vellutata. Nervosa, cuore in gola, salgo a bordo. Il ponte in teak lucido, camerieri in giacca bianca che servono Prosecco ghiacciato, bollicine che pizzicano la lingua, fresco e fruttato.
L’Arrivo sul Yacht e la Tensione Sensuale
La vedo lì, in bikini di Versace, sdraiata su un lettino. Pelle olivastra, un tatuaggio discreto sul fianco. Mi avvicino, esito. ‘Ciao, sono Sofia’, dico, la voce tremante. Lei sorride, mi prende la mano. ‘Deborah. Rilassati, principessa. Questo yacht è il nostro regno’. Mi offre un calice, le nostre dita si sfiorano. Sento il calore salire, il bikini che mi stringe i capezzoli duri. Parliamo, ridiamo di champagne e segreti. Il sole tramonta, tingendo il mare di rosa. ‘Andiamo dentro?’, propone, occhi famelici.
Scendiamo nella suite master. Drapi di lino egiziano, soffici come seta sulla pelle. Luci soffuse, incenso di oud che invade l’aria. Lei mi bacia il collo, mani esperte che slacciano il mio pareo. ‘Sei bellissima, Sofia. Dimmi cosa vuoi’. Esito, arrossisco. ‘Voglio… te. Tutto di te’. Lei ride piano, mi spinge sul letto. Il materasso king size ci accoglie, lenzuola fresche contro la mia schiena nuda.
Mi toglie il bikini, lecca i miei seni, mordicchia i capezzoli fino a farmi gemere. ‘Brava ragazza’, mormora. Io le abbasso il pezzo inferiore: eccolo lì, il suo cazzo semi-eretto, venoso, grosso. Profumo muschiato, eccitante. ‘Succhia, troietta’, ordina dolcemente. Mi inginocchio, lingua sulla punta, salato e caldo. Lo prendo in bocca, piano, poi profondo. Gola piena, lei geme: ‘Sì, cazzo, che bocca bagnata!’. Mi afferra i capelli, pompa piano. Io godo, la fica che cola sul ponte.
L’Esplosione di Passione nella Suite Privata
‘Girati, voglio scoparti’. Lubrificante Tom Ford, freddo sull’ano. Un dito, poi due, mi aprono. ‘Rilassati, amore’. Il suo cazzo preme, entra piano. Dolore dolce che diventa piacere puro. ‘Cazzo, sei stretta!’, ansima. Mi incula forte, il letto che cigola, corpi sudati. Cambio posizione: io a cavalcioni, lo cavalco, il suo cazzo che mi riempie il culo. Mani sui suoi seni siliconati, uno un po’ sensibile per l’operazione recente. ‘Sborra dentro di me!’, imploro. Lei accelera, grugnisce: ‘Vengo, puttana!’. Sento il preservativo gonfiarsi, caldo nel mio culo.
Mi masturba la fica fradicia, dita esperte sul clitoride. Esplodo, squirt sul suo ventre. Lei raccoglie il mio succo, me lo infila in bocca: ‘Mangia, è tuo’. Dolce, salato, divino. Ci accasciamo, corpi intrecciati, il mare che culla lo yacht.
Dopo, Prosecco sul ponte, stelle sopra di noi. Mi sento privilegiata, una dea tra dee. Quel cazzo elegante, quel lusso estremo… non vedo l’ora di rivederla. La mia vita è questo: potere, piacere senza tabù. Un ricordo che mi scalda ancora.