La Mia Notte di Fuoco sul suo Yacht in Mediterraneo
Ero appena atterrata con il suo jet privato a Capri. Lui, Eudes, quel magnate italiano che tutti temono e desiderano. Alto, occhi scuri come il caffè espresso, profumo di Creed Aventus che mi avvolgeva già in aeroporto. ‘Benvenuta, mia dolce Anna’, mi sussurra, la voce bassa, calda come il sole di maggio.
Saliamo sul suo yacht, un mostro di 80 metri ancorato tra le scogliere. Il ponte in teak lucido sotto i piedi nudi, il suono delle onde che accarezzano lo scafo. Prosecco ghiacciato in flute di cristallo Baccarat, bollicine che pizzicano la lingua, gusto di pere e fiori bianchi. Indosso un abito di seta nera, che scivola sulla pelle sudata dal caldo. Lui mi guarda, mano sulla mia schiena, dita che sfiorano la curva del sedere. ‘Stasera sei mia’, dice, e io sento il brivido tra le cosce.
L’Arrivo nel Paradiso del Lusso
Cena sotto le stelle: caviale Beluga su blinis caldi, langoustine grigliate con burro al limone di Sorrento. Vino bianco fresco, Falanghina che sa di mare. Parliamo di potere, di come ha schiacciato i suoi rivali, come quel re stupido che mi ha scaricata per una troia ambiziosa. Io rido, bevo, le guance arrossate. La sua mano sale sulla mia coscia sotto il tavolo, dita che premono piano. ‘Ti voglio nuda, ora’, mormora. Il cuore mi batte forte, la fica già bagnata.
Ci spostiamo nella suite principale. Drapi di lino egiziano 1000 fili, soffici come una nuvola. Luci soffuse, candele Diptyque che profumano di fico e ambra. Mi spoglia lento, baci sul collo, denti che mordono piano. ‘Sei perfetta’, dice, le mani sui miei seni, capezzoli duri come diamanti. Io gemo, le unghie nella sua schiena. Lui si inginocchia, lingua sulla pancia, poi più giù.
L’Esplosione della Passione
Mi sdraio, gambe aperte. La sua bocca sulla fica, lingua che lecca il clitoride gonfio, succhia piano. ‘Oh Dio, Eudes… sì…’, ansimo. Dita dentro, due, tre, che mi stirano, il succo che cola sul lenzuolo. Io tremo, vengo la prima volta, un’esplosione che mi fa urlare, il corpo in arcata. Lui ride, ‘Questo è solo l’inizio’. Si spoglia, il cazzo enorme, venoso, cappella viola lucida di pre-eiaculato. Lo prendo in mano, grosso, caldo, lo lecco dalla base alla punta, gusto salato. Lo succhio profondo, gola piena, lui geme ‘Brava troia mia’.
Mi gira, a pecorina. Schiaffo sul culo, poi il cazzo che spinge dentro la fica fradicia. ‘Cazzo, sei strettissima’, grugnisce, pompa forte, palle che sbattono. Io urlo, ‘Più forte, scopami!’. Mi afferra i fianchi, martella, il sudore che cola, odore di sesso e lusso. Mi fa girare, missionario, gambe sulle spalle, entra profondo, colpisce il collo dell’utero. Vengo di nuovo, la fica che pulsa intorno al suo cazzo. ‘Sborro dentro?’, chiede. ‘Sì, riempimi!’, grido. Lui ruggisce, getti caldi che mi inondano, trabocco.
Crolliamo, corpi appiccicosi. Il suo sperma cola dalle mie cosce sul lenzuolo di lino. Mi bacia piano, ‘Sei la mia regina ora’. Fuori, il Mediterraneo brilla sotto la luna, il jet pronto per riportarmi a una vita nuova. Mi sento privilegiata, scopata da un dio del potere. Questo è lusso vero: non i soldi, ma quest’estasi. Vorrei riviverlo all’infinito.