La Mia Seduzione sul Yacht in Mediterraneo
Era il mio compleanno, ventotto anni. Il jet privato mi aveva scaricata a Capri, poi il tender fino al nostro yacht ancorato al largo della Costiera Amalfitana. Sole cocente, profumo di salsedine misto a gelsomino. Mi sdraiai nuda sul ponte superiore, lenzuola di lino egiziano soffici sotto la pelle già dorata. Un calice di Prosecco ghiacciato in mano, bollicine che pizzicavano la lingua. Vista mozzafiato: scogliere rocciose, mare turchese. Sola, o così credevo.
Un fruscio. Mi voltai. Lei era lì, snella, cinquantenne affascinante, capelli castani legati in una coda, occhi dorati che ipnotizzavano. Vestito bianco Chanel, sandali Louboutin. ‘Buongiorno, signorina. Posso unir… disturbarti?’. Voce rauca, accento francese sofisticato. Gina, si chiamava. Proprietaria di metà yacht, ospite discreta del mio miliardario amante, assente per affari. Esitai. ‘Resta. La vista è divina’. Si sedette vicina, profumo Creed Aventus che mi avvolse. Occhi che scivolavano sul mio corpo nudo. Arrossì, ma non distolse lo sguardo.
L’Arrivo sul Ponte Privato
Parlammo. Vino fresco, olive di Positano. Lei, vedova ricca, curiosa di tutto. ‘Non ho mai visto una donna così… libera’. Ridacchiai, gambe aperte appena. ‘E tu? Sempre così elegante?’. Tensione elettrica. Il sole scaldava, sudore perlaceo sulla sua scollatura. Mi chinai, sfiorai la sua mano. ‘I tuoi occhi… oro puro. Mi incantano’. Lei tremò. ‘Jul… Sofia, non so…’. Ma le sue dita sfiorarono il mio seno. Capii. Curiosità repressa, desiderio represso.
La attirai a me. Labbra sulle sue, morbide, saporite di Prosecco. ‘Non sei vecchia, sei divina’. Le slacciai il vestito, seni piccoli, capezzoli duri come diamanti. Li pizzicai, lei gemette: ‘Oh Dio, Sofia… non ho mai… con una donna’. Le mie dita scesero, short di lino via. Fica rasata, già bagnata. ‘Menti. Sei fradicia’. La sdraiai sui cuscini di seta. Bocca sul suo collo, poi capezzoli succhiati forte. Lei ansimava, unghie sulla mia schiena. ‘Leccami, ti prego’. Aprii le sue cosce, lingua sulla fessura rosata. Salato, dolce. Clitoride gonfio, lo tormentai circling. ‘Aaah! Sì, lì!’. Due dita dentro, strette, pulsanti. La pompai piano, poi veloce. ‘Scopami la fica, Sofia!’. Leccai l’ano, stretto, fremette. ‘Porca puttana…’. Venne urlando, schizzi caldi in bocca.
La Passione Esplosiva
Ora lei su di me. Timida prima, poi famelica. ‘Voglio assaggiarti’. Bocca sul mio monte di Venere liscio. ‘Sei depilata… eccitante’. Lingua esitante sulla mia fica gonfia. ‘Leccala tutta’. Succhiò il clitoride, dita dentro, tre, mi dilatò. ‘Gemi per me’. Io: ‘Più forte, troia!’. Mi fotteva con la bocca, naso sul clito. Venne il mio turno di urlare, orgasmo violento, cosce strette sulla sua faccia. La girai, 69 sul ponte. Lingue affondate, dita negli ani. ‘Ti sfondo il culo’. Gemiti misti al suono delle onde. Sudore, umori, lusso in pura lussuria.
Dopo, corpi intrecciati, tramonto rosa sul mare. Prosecco versato sui seni, leccato piano. ‘Un sogno… un privilegio’. Lei sorrise, occhi dorati sazi. ‘Torna domani?’. Scomparve nella cabina, lasciando il suo profumo. Io, sazia, potente. Un momento d’élite, eterno. Sole italiano sulla pelle, fica ancora tremante. Vita da dea.