La Mia Notte di Peccato in una Villa di Lusso sul Mare

Ciao, mi chiamo Isabella, capelli castani mossi, occhi verdi penetranti, 1 metro e 68. Mamma di una bimba adorabile, sposata da sette anni con Marco, sempre fedele. Lavoro come formatrice in un’azienda milanese di profumi di lusso. Tre mesi fa, per un evento esclusivo sulla Costa Amalfitana, siamo volati in jet privato. Alloggio in una villa 5 stelle a Positano, suite con terrazza sul mare. L’aria profuma di limoni e salsedine, il sole italiano scalda la pelle.

Prima sera, dopo le riunioni, cena con Luca, collega da Napoli. Lui, alto, elegante, occhi scuri. Nervosa per i risultati aziendali deludenti, accetto un aperitivo. Non bevo mai, ma il Prosecco frizza in bocca, fresco, con note di pera. Due calici, e sento il viso caldo, la testa leggera. Guardo l’orologio: le 22 passate. Devo chiamare Marco.

L’Arrivo Esclusivo e la Tensione Crescente

Mi scuso con Luca, salgo in suite. Lasci la porta socchiusa, butto la giacca di seta su una poltrona. Compongo il numero. La bimba dorme, racconto la giornata a Marco. Luca bussa piano, entra col secchiello del champagne Cristal, due flûte che tintinnano. Lo guardo sorpresa, ma faccio cenno di posarlo sul marmo del bureau. Non voglio che Marco sappia.

La mia valigia aperta lì accanto. Luca ci sbircia dentro, tira fuori il mio reggiseno di pizzo nero, lo agita con un ghigno. Lo fulmino con lo sguardo, furiosa, ma zitta per Marco. Lui fruga ancora: lo string matching, autoreggenti di seta. Rossore alle guance, umiliazione mista a rabbia. Marco chiede perché sono distratta. ‘Giornata lunga, amore, ho bisogno di dormire.’ Vorrei sbattere fuori Luca, ma Marco chiacchiera, mi manca già.

Luca si siede sul letto king size, lenzuola Frette soffici come carezza. Si allunga, sparisce dalla vista. Mi rilasso un po’. Parlo di noi, di baci al ritorno. Sento la sua mano sulla mia anca, sotto la gonna plissettata. La spingo via, ma torna insistente. Tre, quattro volte. Temo Marco senta, lo lascio fare. Massaggia fianchi, schiena. Mani esperte, oliate al bergamotto. Mi sciolgo, tensione che svanisce.

Si mette dietro, spalle e collo. Una mano slaccia la camicia di seta, l’altra massaggia. ‘Cos’è quel rumore?’ chiede Marco. ‘Niente, tesoro.’ Luca spinge via le spalline del reggiseno, lo sgancia. Aiutata dal telefono nell’altra mano, lascio cadere tutto. Nuda sopra, pelle d’oca per l’aria conditioned, ma eccitazione sale. Mi sdraio sul letto, lui accarezza ventre, ombelico. Occhi famelici sui miei seni, 90C perfetti, a pera. Palmi sfregano capezzoli, brividi dal basso.

La Passione Esplosiva e Senza Limiti

Mi guarda, bacia piano le labbra. Lingua dolce, risponde alla mia. Occhi chiusi, gemo piano mentre Marco parla. Collo mordicchiato, lingua nell’ombelico, poi seni succhiati. Mano sulla sua nuca, lo premo. Gemo forte. ‘Cosa fai?’ ‘Mi tocco, mi ecciti tanto.’ Luca sogghigna, mani sulle cosce, lungo le calze. Sotto gonna, elastico string. Lo tira giù, aria fresca sulla fica bagnata. Profuma il mio tanga, lo annusa.

Marco ansima, vorrebbe leccarmi. Ripeto ad alta voce. Luca mi tira sul bordo, testa sotto gonna. Fiato caldo sul clitoride, lingua guizza. ‘Oh sì, leccami la fica.’ Guido col telefono, ma per lui. Mouille come una fontana, orgasmi uno dopo l’altro. ‘Cosa mi fai tu?’ Luca si alza, cala pantaloni. Cazzo dritto, lungo, grosso. Lo prendo, boxer giù. ‘Ti succhio, amore.’ Mordicchio fianchi, bacio palle che si stringono. Lo ingoio, suzioni umide. Marco sospetta, mento: ‘Mi lecco le dita.’

Lo cavalco coi seni, lingua sul glande. Poi sopra viso, boccale come fica. Marco al limite: ‘Voglio scoparti.’ Mi metto a pecorina, gonna su. ‘No, preservativo.’ Lo prende dal portafoglio, infila. Cazzo contro fica, entro lenta. ‘Scopami forte!’ Piena come mai, ritmo varia. ‘Vengo!’ Marco urla, io esplodo, Luca si svuota nel lattice.

Bacio Marco, telefono giù. Luca mi schiaccia, baci profondi. Cazzo riprende vita. Tollo gomma, lo pulisco con lingua. Lo risucchio, poi mi empalo. ‘Altri preservativi?’ ‘Tantissimi.’ Ne infilo uno coi denti. Scopiamo ovunque: missionario sul balcone, vista mare scintillante; levrette, dito nel culo. ‘Voglio il tuo culo perfetto.’ ‘Sono vergine lì, sei troppo grosso.’ Mi convince, lubrifica. Glande spinge, dolore, lacrima. Ma clitoride accarezzato, piacere invade. Muovo io, poi lui accelera. Mi sento troia, vengo urlando.

Si ritira, mano sul cazzo. Testa premuta, ingoio sborra calda, prima volta, ingorda. Tutto la notte, con e senza gomma. Addicted alla sodomia. Rientro, Marco ignaro. Ma a settembre, evento Düsseldorf… chissà.

Similar Posts

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *