La Mia Notte di Fuoco in una Villa di Lusso a Capri
Dio, che viaggio. Siamo atterrati con il jet privato sull’isola di Capri, diretti a questa villa 5 stelle affacciata sul mare. L’aria profumava di salsedine e gelsomino, il sole italiano caldo sulla pelle. Io, Veronica, donna italiana di 55 anni, eleganza e curve generose, in tailleur di seta nera che accarezza le mie cosce potenti. Matteo, il collega giovane, volage, occhi maliziati, mi fissava già durante il volo. Prosecco ghiacciato in cristallo, bollicine che pizzicano la lingua.
La villa era un sogno: hall con marmi bianchi, lampadari di Murano, sofas in velluto. Check-in rapido, suite al top con vista infinita. Dîner al tramonto, Saint-Jacques succose, vino Falanghina che scalda lo stomaco. Ridiamo, chiacchieriamo, ma i nostri sguardi si incrociano. Lui, in jeans scuro e camicia aperta, muscoloso. Io sento la fica pulsare sotto il pizzo del perizoma. Dopo cena, bar con divani di pelle, lascio la borsa lì. Torno in suite, chiamo mia sorella, nuda dai collant, solo reggiseno bordeaux.
L’Arrivo Esclusivo e la Tensione Crescente
Toc toc. Matteo con la mia borsa. ‘Hai dimenticato questo, Veronica.’ Entra, lo vedo fissare la mia lingerie verde fluo sul bordo della vasca di marmo. Sorrido, pompette dal vino. ‘Grazie, bello.’ Mi avvicino, mani sul suo viso, lo bacio. Lingue che danzano, umide. Mani sul suo culo sodo, lo tiro contro di me. Sento il cazzo duro premere sul mio ventre. ‘Ti piace, eh?’ gli sussurro, strofinando.
Lo spingo sul letto king size, lenzuola di lino egiziano fresche, profumo Chanel N°5 nell’aria. Gli abbasso i pantaloni, cazzo eretto, grosso, venoso. ‘Sdraiati, ora comando io.’ Prendo la crema idratante dal comodino, mani unte, gli massaggio le palle, poi dito sul culo. ‘Piega le ginocchia.’ Entra piano, lui geme, ‘Cazzo, Veronica…’ Muovo va e vieni, lo prostate gonfio. Eiacula forte, sperma caldo sulla pancia, serviette di cotone assorbe tutto. Lo svuoto con la mano, latte denso.
Il Culmine della Passione Carnale
Vado in bagno, torno in accappatoio bianco, apro, tette piccole ma sode, capezzoli duri. Culotte blu enorme, fica rasata ai lati, peli folti al centro. Mi siedo sul poltrona di pelle, apro le cosce. ‘Leccami.’ Lui in ginocchio, lingua sulla clitoride, umida, succo che cola. Gemo piano, ‘Più forte, cazzo.’ Mani nei capelli, lo spingo dentro. Sto per venire… Toc toc! Il capo, ubriaco. Silenzio. Se ne va. ‘Continua.’ Ma no, lo abbraccio. ‘È stato perfetto, nostro segreto.’ Lo mando via, nuda sul letto, soddisfatta.
Il giorno dopo, yacht per tornare, lui accanto. ‘Il tuo culo è divino,’ gli dico, mano sulla guancia. Sorriso complice. Rientro a casa, lusso e potere, ma quel momento… privilegio puro, passione elite. Ancora sento il suo sapore, la seta sulla pelle. Un ricordo che brucia.