La Mia Notte di Fuoco su uno Yacht in Mediterraneo

Ciao, sono Alessandra, una milanese doc che adora il lusso e il sesso senza freni. È successo proprio ieri, o forse l’altro ieri… non ricordo più, era tutto così intenso. Con la mia amica Giulia, ogni pausa pranzo ci rifugiamo al Bar Thiers, quel caffè elegante vicino all’ufficio, con i divani in pelle e il profumo di caffè tostato che ti avvolge. Settembre, aria fresca, sole tiepido che accarezza la pelle. Stavamo ridendo di colleghi e cazzi molli, come al solito. ‘Guarda lì, quel tipo’, dico a Giulia, indicando un uomo sulla quarantina, jeans scuro e camicia bianca impeccabile, non un playboy da quattro soldi, ma con un fascino discreto, occhi verdi che trafiggono.

Giulia scrolla le spalle: ‘L’ho visto altre volte. Chissà’. Lui ci fissa, io arrossisco un po’, il cuore che batte. Alle 13:30, torniamo al lavoro. Il giorno dopo, eccolo di nuovo. Giulia riceve una chiamata e svanisce: ‘Ci vediamo dopo!’. Lui si alza, si avvicina: ‘Posso?’. ‘Certo’, dico, la voce trema. Si chiama Romano, import-export, ma ha un’aria da boss. ‘Mi piaci da un mese, non osavo’. Mi lascia il numero, profumo di Creed Aventus che mi resta addosso, muschiato, maschio.

L’Incontro e la Tensione che Sale

Torno in ufficio, ossessionata. Parlo con Giulia: ‘È sposato? Ha una piccola?’. ‘Nah, scommetto una grossa, dura, che mi infilo in figa subito’, rido. ‘Sei cotta!’, dice lei. Non resisto, chiamo. ‘Allô? Sono Alessandra… vorrei rivederti’. Silenzio, poi: ‘Domani, 17:00, al Four Seasons. Vengo a prenderti’.

Arriva con una Maserati nera, interni in alcantara morbida. ‘Andiamo via, ho uno yacht’. Jet privato da Milano a Porto Cervo, Prosecco ghiacciato che pizzica la lingua, bollicine fredde. Arriviamo al tramonto, yacht da 50 metri, teak lucidissimo, crew discreta. Villa annessa in Costa Smeralda, ma prima sul ponte: sole calante, Mediterraneo che luccica, brezza salmastra. Lui mi versa Champagne Dom Pérignon, ‘Sei stupenda’. Le sue mani sfiorano la mia coscia sotto il vestito di seta, seta che scivola sulla pelle. Sento il suo cazzo indurirsi contro di me, grosso, pulsante. Bacio umido, lingue che danzano, sapore di sale e lusso. ‘Ti voglio’, sussurra, dita che scendono, sfiorano la mia figa già bagnata attraverso le mutandine di pizzo.

La Passione Esplosiva tra le Onde

Scendiamo in cabina, letto king size con lenzuola Frette, candele profumate Diptyque. Mi spoglia piano, bacia il collo, mordicchia i capezzoli duri. ‘Sei così wet’, dice in inglese, accento italiano. Io gli slaccio i pantaloni, cazzo enorme, venoso, 20 cm di carne dura. ‘Cazzo, è grosso’, gemo. Lo prendo in bocca, succhio la cappella gonfia, saliva che cola, lui geme: ‘Brava troia’. Mi sdraio, apre le mie labbra, lecca la figa, clitoride che pulsa sotto la lingua esperta. ‘Vieni qui’, ordino. Mi monta, cazzo che entra piano, mi riempie, figa stretta che lo stringe. Spinge forte, palle che sbattono sul culo, ‘Ti fotto duro’. Io urlo: ‘Sì, Romano, scopami la figa!’. Missionario, poi a pecora, mi afferra i fianchi, pompa selvaggio, sudore che cola, odore di sesso e Chanel. Gira, mi sbatte contro il vetro, Mediterraneo sotto, onde che cullano. ‘Ti riempio’, grugnisce, sborra caldo dentro, fiotti che colano. Io vengo, figa che contrae, squirt sul lenzuolo.

Dopo, nudi sul ponte, stelle sopra, sigaro cubano tra le dita sue, io con un bicchiere di Barolo invecchiato. ‘È stato pazzesco’, dico, corpo ancora tremante. Mi bacia la fronte: ‘Torneremo’. Mi sento una dea, privilegiata, scopata come una regina in un mondo elite. Quel cazzo grosso, quel lusso… lo rifarei mille volte. Giulia? Le dirò solo: ‘Era enorme, perfetto’. Il resto è mio.

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