La Mia Iniziazione Erotico-Lussuosa su uno Yacht in Mediterraneo
Mi sono svegliata con il sole italiano che filtrava dalle vetrate del mio yacht privato, ancorato al largo della Costiera Amalfitana. L’aria profumava di salsedine e del mio Chanel N°5, sparso sul cuscino di seta. I drappe drappeggiati in lino egiziano accarezzavano la mia pelle nuda. Ero sola nel letto king-size, ma sentivo la sua presenza. Eva, la mia Maîtresse d’élection, una milanese di potere, con il suo jet privato che ci aveva portati qui.
‘Alzati, troietta mia,’ ha sussurrato entrando, il suo bustier di pizzo nero che slanciava i seni perfetti, i capezzoli pizzicati da pinze d’oro. Le sue labbra gonfie tintinnavano di creoli pesanti. Ho obbedito, offrendole il mio corpo senza pudore. ‘Sì, Maîtresse.’ Ha sfiorato la mia fica con la verga di pelle, leggera, eccitante. ‘Doccia, e vieni nel salone. Dieci minuti.’
Il Risveglio nel Cielo di Lusso sul Mare
Sotto il getto caldo della doccia idromassaggio, ho pensato al nostro patto. Parola di sicurezza: ‘Amalfi’. Non l’ho usata. Asciutta, nuda, sono andata da lei. ‘Trenta secondi di ritardo.’ Tre schiocchi sulla figa, roventi ma tollerabili. ‘Sul trono.’ Una bidet turca di marmo. ‘Apri il culo.’ Umiliazione pura. Ha inserito la cannula lubrificata, acqua tiepida che mi gonfiava le viscere. ‘Serra!’ Ho trattenuto, sudando, ventre esplosivo. Poi, il sollievo davanti a lei, cascata umiliante. Mi ha lavata, jet potente sulla raie, anus pulsanti.
Mi ha fatta sedere a gambe aperte sul tappeto persiano, talloni premuti su fica e culo. ‘Muoviti.’ Oscillavo, muscoli tesi, umidità crescente. Poi, a quattro zampe, ‘preghiera araba’, leccandole i piedi nelle décolleté Louboutin, succhiando dita salate. ‘Lecca il mio culo.’ Lingua nella sua fessura profumata di Creed Aventus.
Legata alla croce di cuoio nel salone con vista mare, braccia e gambe spalancate. ‘Hai grasso inutile,’ ha palpato tette cadenti, pizzicando capezzoli. ‘Poils? Schifoso.’ Ha tirato, umiliandomi. Poi, il cesto di vimini con pinces à linge. Ne ha appesa una alle grandi labbra: peso che stirava la fica, dolore lancinante. ‘Aaaah!’ Panier oscillante tra le cosce.
La Passione Carnale Senza Limiti
Ha cosparso pinces su tette, cosce, ventre. Tirate via di colpo: fuochi d’artificio di dolore, urla mie. Lingua pizzicata. Capezzoli attanagliati, poi clito: agonia estatica. ‘Piscia!’ Seau allo zinc pendente dalla fica, urina che schizzava, bagnandomi. Dito in con e culo, orgasmo violento.
Libera un braccio, mi ha leccata: lingua su cosce, clito succhiato. Io mi toccavo tette. Vicina al cielo, fermata. Pinpes plombate sui capezzoli: ‘Hiii, pesanti!’ Mi ha fatta fustigare i suoi seni con la cravache. ‘Più forte!’ Ho obbedito, eccitata dal potere.
Pinces su ninfette, clito morsicato: morte e resurrezione in ondate. Vibratore sul clito ipersensibile, secondo orgasmo, blackout. Mi ha pisciata addosso, tiepida, salata. ‘Leccami la fica.’ Bocca nella sua passera bagnata di piscio e succhi, dita nell’ano, la sua venuta in gola.
Sdraiata sul ponte, abbracciate tra spruzzi di Prosecco ghiacciato, corpi appiccicosi. ‘Sei stata divina, Chantal.’ Sole calante, yacht che dondola. Privilegio puro: dolore e piacere in un tempio di lusso. Non cambierei nulla. Domani, ancora.