La Mia Notte di Fuoco su uno Yacht di Lusso in Mediterraneo
Era l’ultimo giorno della nostra crociera su questo yacht privato in Mediterraneo, un regalo che gli avevo fatto dopo un anno di addestramento. Un anno fa, l’ho beccato con la sua collega. Ora è docile, la nostra unione più forte che mai. Il sole cocente, il sale sulla pelle, il Prosecco fresco che pizzica la lingua. Lo avevo lasciato casto da tre settimane, la sua libido pulsava come mai.
Ogni sera, dopo giornate di bagni nelle calette e massaggi in suite, finivamo al bar del ponte superiore. Lusso puro: divani in pelle italiana, luci soffuse, profumo di Creed Aventus nell’aria. La clientela elite, ma c’erano quei giovani crew member, dopo il turno. Un danese, istruttore di fitness, semi-pro di decathlon. Muscoli scolpiti, occhi azzurri, accento sexy. ‘Buonasera’, mi dice con un sorriso. Abbiamo chiacchierato ai suoi corsi mattutini. Ordino tre Bellini, il marito finge allegria.
L’Atmósfera di Tentazione sul Mare
Parlo di fotografia, lui si anima. Sento l’attrazione, il calore tra le cosce. Mio marito nota, si innervosisce. ‘Andiamo a dormire’, dice. ‘No, vai tu’, gli ordino secca. Resto sola con lui. L’orologio segna mezzanotte, la disco si svuota. Ricordo tutto: il suo tradimento, il mio controllo. ‘Vuoi vedere le mie foto? Sei un esperto’, gli dico, pretesto ovvio. Annuisce.
Camminiamo verso la suite, cinque minuti eterni. Sento la sua tensione, sa che il marito è dentro. ‘Non preoccuparti’, gli sussurro, mano sul suo petto sodo, ‘qualsiasi cosa io faccia, lui obbedisce’. Lo bacio, labbra morbide, sapore di rum e mare. Un brivido elettrico.
Entriamo. Marito sotto la doccia. ‘Tesoro, non sono sola. Lui mi ha accompagnata. Asciugati, nudo sulla sedia, non muoverti’. È pallido, capisce. Lo abbraccio, gli stringo le palle: ‘Se sei buono, ti premio’. Riunisco l’amante. Luci basse, suite con vista sul mare, lenzuola di lino egiziano.
L’Estasi e il Contrecoup di Privilegio
Mi afferra la vita, bacio profondo. Gli tolgo la camicia, slaccio i pantaloni. Il suo cazzo balza fuori, eretto, spesso, venoso. Niente slip. Lo accarezzo, gland lucido. Le palle enormi, rasate, morbide seta. Le bacio, le lecco, le prendo in bocca. Gemo anch’io. Stringo il cazzo, pompaggio lento. ‘Cazzo, che troia’, mugugna lui. Lo infilo in gola, succhio vorace, saliva che cola. Mai così eccitata con mio marito.
Si ritira, infila un preservativo. Mi piega, mi penetra di colpo. ‘Ah!’, grido, piena, tesa. Rallenta, poi pompa ritmico. A quattro zampe, guardo il marito: ipnotizzato, cazzo in gabbia duro. Mi sdraio, gambe aperte. Gli stringo le palle, ‘Toglilo’. Spruzza sul mio monte di Venere, caldo, abbondante.
‘Vattene ora’, gli dico, bacio d’addio. Marito in ginocchio. ‘Pulisci la tua padrona’. Gli spingo la fica sul viso, lui lecca sperma e succhi, lingua esperta. Vengo forte, tremo cinque minuti. ‘Bravissimo’. Sfilo la chiave dalla caviglia, libero il suo cazzetto. ‘Prendimi’. Mi scopa due spinte, sborra.
Subito lo ricaccio in gabbia. Piedi sulle palle, premo. ‘Come ti senti? Primo corno vero. Un anno fa eri tu il porco. Ora parità, occhio per occhio’. Colpo finale. Doccia bollente, letto. Dormo serena, regina del mio lusso proibito.