Donna in bikini in riva al mare

La Mia Notte di Fuoco in Villa sul Mare a Positano

Ero nella mia villa esclusiva a Positano, quella con la terrazza sospesa sul mare cristallino della Costiera Amalfitana. Il sole tramontava, tingendo l’orizzonte di arancione, e l’aria profumava di limoni e salsedine. Stavo sorseggiando un bicchiere di Prosecco ghiacciato, le bollicine che mi solleticavano la lingua, quando il telefono vibrò. Un messaggio da numero sconosciuto: «Cassetto n°20».

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Il cuore mi balzò in gola. Che gioco era questo? La villa aveva una biblioteca antica, importata da Firenze, piena di segreti. Mi alzai, le gambe nude sotto il kimono di seta, e salii le scale di marmo bianco. Le mie dita sfiorarono il legno intarsiato, contando i cassetti. Il ventesimo cedette con un cigolio sommesso. Dentro, un foglio color crema: «Sarai mia, sensuale e libera. Preparati».

L’Invito Misterioso nella Suite Privata

Tremavo di eccitazione. Lui, il mio amante potente, un magnate del lusso che mi aveva portato qui con il suo jet privato. Mi spogliai sotto la doccia a pioggia, l’acqua calda che scivolava sulla mia pelle oliata al bergamotto di Chanel. Indossai un completino di pizzo nero La Perla, calze autoreggenti in seta pura, una robe de chambre fluida che accarezzava le curve. Trucco leggero, rossetto rosso sangue. E il messaggio successivo: «La vista è superflua». Annodai una sciarpa di Hermès sugli occhi, nera come la notte. Mi sdraiai sul letto king-size, lenzuola in lino egiziano fresche e morbide.

La porta si aprì piano. Passi felpati sul parquet. Mi prese per le spalle, forte, deciso. «Shh», sussurrò una voce profonda, con accento straniero. Ganci di cuoio finissimo – guanti di guida Loro Piana? – mi accarezzarono il collo, scesero sul seno. Gemetti. Mi girò, mi schiacciò contro il muro fresco, il suo corpo premuto sul mio. Sentii il suo cazzo duro attraverso i pantaloni di lino, gonfio contro il mio culo. Mani esperte sollevarono la robe, sfiorarono la figa già bagnata sotto il pizzo. «Sei fradicia», mormorò, tirandomi giù le mutandine.

Il Culmine della Passione Carnale

Mi accovacciò, la lingua calda leccò la coscia sopra le calze, poi divorò la mia fica. Succhiò il clitoride gonfio, dita gantate che scivolavano dentro, due, tre, fottevano piano. «Ah… sì, più forte», implorai, arcuandomi. La sua bocca era vorace, la lingua roteava sul mio buchetto pulsanti, succhiando i succhi che colavano. Mi tremavano le gambe, il profumo del suo dopobarba Creed invadeva i sensi. Mi spinse sul letto, mi aprì le cosce. «Prendimi, cazzo», lo supplicai. Lui rise basso, slacciò la cintura. Il suo cazzo enorme, venoso, mi sfregò la figa, poi entrò di colpo, riempiendomi fino in fondo. «Cazzo, sei stretta», grugnì, pompando forte, palle che sbattevano sul mio culo.

Mi scopava selvaggio, un pugno nei capelli, l’altro sul clitoride. Orgasmò mi squassò, la fica che si contraeva intorno al suo uccello, schizzi di piacere che bagnavano i lenzuola. Lui venne dentro, caldo, denso, gemendo il mio nome. «Brava troia».

Quando riaprii gli occhi, era sparito. Silenzio. Chiamai: «Dove sei?». Solo il mare rispondeva. Lui, il mio uomo, entrò dopo, fresco di yacht party. «Tesoro, che eleganza». Lo baciai, il corpo ancora fremente. Non era lui. Un estraneo elite, un regalo del suo mondo di potere. Mi sentivo privilegiata, sazia, una dea del lusso che aveva assaporato l’estasi pura. Non dormirò stanotte, rivivendo ogni spinta.

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