La Mia Notte di Fuoco su uno Yacht in Mediterraneo
Ero appena atterrata con il jet privato a Capri, il sole italiano che mi accarezzava la pelle. Il mio uomo, Marco, un capitano d’industria con il potere di muovere mari e monti, mi aveva portato sul suo yacht ancorato in rada. ‘Tesoro, stasera ti presento Joseph, il mio protetto. Giovane, nero, talentuoso. Ha bisogno di sentirsi parte della famiglia.’ Profumo di Creed Aventus nell’aria, Prosecco ghiacciato che scoppietta sul palato, lenzuola di lino egiziano pronte nella suite master.
Ci sedemmo sul ponte, il Mediterraneo che luccicava sotto le stelle. Joseph era lì, alto, muscoloso, occhi profondi. ‘Alicia, sei stupenda,’ mi disse con un sorriso timido. Marco rise. ‘Non essere timido, ragazzo. Qui si vive senza freni. Se mi capita qualcosa, voglio che tu prenda il mio posto. Con lei, con tutto.’ Io arrossii, ma sentii un brivido. ‘Davvero? È… audace.’ Marco annuì, serio. ‘Testiamolo ora. Voglio essere tranquillo.’
L’Arrivo sul Yacht e la Tensione che Sale
Scesero in cabina, io in mezzo. Marco mi slacciò il vestito di seta, i miei seni liberi, capezzoli duri per l’eccitazione. Joseph esitò, ma le sue dita sfiorarono la mia schiena. ‘La tua pelle è seta pura,’ mormorò. Un fremito mi attraversò. Marco ordinò: ‘Toglile tutto, assaggiala.’ Joseph obbedì, le sue mani grandi sulla mia fica già bagnata. ‘È… umida,’ disse sorpreso. ‘Annusa, non è piscio,’ rise Marco. Joseph inspirò, poi leccò le dita. ‘Deliziosa. Voglio la fonte.’
Gli strappai i pantaloni. Dio, quel cazzo enorme, venoso, nero come la notte. ‘Non è uno spaghetto,’ gemetti. Marco gongolava. ‘Scopala, sigilla il patto.’ Joseph mi posò sul letto, lingua sulla fica, succhiando il clitoride. Io urlai, latte quasi sgorgava dai seni gonfi. ‘Piano, o esplodo.’ Lui salì, cazzo contro le labbra. ‘Posso?’ Annuii. Entrò piano, dilatandomi. ‘Cazzo, mi spacchi!’ Ma era divino, pieno fino all’utero. Spinse, piano, poi ritmico. Io arcuai la schiena, piedi sui suoi fianchi, pubis contro pubis.
La Passione Esplode e il Contrecoup di Puro Piacere
‘Orgasmo in arrivo,’ ansimai. Esplosi, stelle negli occhi, fica che pulsava stringendolo. Lui venne dopo, sborra calda che inondava dentro, fiumi. Marco, eccitato, mi prese poi, limandomi forte mentre guardavo Joseph addormentato. ‘Brava troia,’ grugnì, venendo a sua volta. Esausta, crollai tra loro.
Al mattino, Lisette, l’amica matura di Marco, arrivò in elicottero. ‘Ho sentito tutto,’ rise. ‘Joseph, sei un dio.’ Lo trascinò in doccia. ‘Fammi tua.’ Lui la savonò, baciò il collo. ‘Hai perso anni,’ disse lei, afferrando il cazzo. Lo cavalcarono lì, lei vergine fino ad allora, grugnendo mentre si impalava. ‘Ohi, tumefatta ma buona!’ Lui la riempì di nuovo.
Ora, sdraiata sul ponte, sole sulla pelle, Prosecco in mano, sento il privilegio. Due uomini, lusso estremo, orgasmi che mi hanno segnato. Joseph alterna tra noi, Marco approva. Sono la regina di questo harem mediterraneo. Un momento d’eccezione, puro potere e piacere. Ne voglio ancora.