La Mia Notte Infuocata su uno Yacht Privato in Mediterraneo
Ero appena atterrata con il jet privato da Milano. Il sole calante tingava il mare di arancione, profumo di salsedine e gelsomino ovunque. Lo yacht, un mostro di 50 metri ancorato al largo di Capri, scintillava. Claudia mi aspettava sul ponte superiore, elegante nel suo abito bianco Dior, tacchi Louboutin che ticchettavano sul teak lucidato. ‘Vieni, amore’, mi disse con quella voce roca, un bicchiere di Prosecco ghiacciato in mano. Ne assaggiai un sorso: bollicine fresche, nota di pera e agrumi, perfetto.
Ci sedemmo sui divani in pelle italiana, cuscini di seta egiziana soffici sotto di noi. Il cameriere versò champagne Dom Pérignon, caviale Beluga su blinis caldi. Le sue dita sfiorarono la mia coscia nuda sotto il tavolo. ‘Hai un profumo divino, Alessandra. Creed Aventus?’. Annuii, sentendo il calore salire. Il suo sguardo, potente, da donna che comanda imperi, mi trafisse. Parlammo di affari, di ville in Costa Smeralda, ma l’aria si caricava di elettricità. La sua mano salì piano, accarezzando l’interno della mia gamba. Esitai. ‘Claudia… qui, con tutti intorno?’. Rise piano. ‘È il mio yacht, tesoro. Fanno quello che dico io’.
L’Arrivo nel Paradiso del Lusso
La brezza mediterranea ci avvolse mentre il sole tramontava. Lei mi tirò in piedi, mi baciò il collo, mordicchiando piano. Odore del suo Chanel No.5, misto al sale. Le mie mani sui suoi fianchi perfetti, sentii il suo corpo premere contro il mio. ‘Ho aspettato tutto il giorno’, sussurrò. Salimmo in cabina principale: letto king size con lenzuola di lino Frette, 1000 fili, morbide come una carezza. Le luci soffuse, vista sul mare infinito.
Ci spogliammo lente. Lei slacciò il mio Versace, lasciando cadere il vestito sul pavimento. Le mie tette sode balzarono fuori, capezzoli già duri. ‘Dio, quanto sei bella’, gemette, leccandomi un seno, mordendo il capezzolo. Io le strappai il reggiseno, succhiandole i grossi seni, lingua che ruota sul suo piercing. Le sue mani in giù, dita che aprono la mia fica bagnata. ‘Sei fradicia, puttana’. Infilò due dita dentro, pompa forte, pollice sul clitoride gonfio. Gridai, aggrappandomi alle sue spalle.
Esplosione di Passione Carnale
La spinsi sul letto, le aprii le gambe. La sua fica rasata, labbra gonfie, luccicanti. Leccai piano, lingua che entra, assaporando il suo succo salato-dolce. ‘Mangiami tutta, Alessandra!’. Succhiavo il clitoride, dita che scopano il suo buco stretto. Lei venne urlando, schizzandomi in faccia. Poi mi girò, culo in aria. ‘Scopami con la lingua lì’. Leccai il suo ano perfetto, dito dentro, mentre lei si masturbava. La mia figa pulsava, non resistevo.
‘La mia volta’, ringhiò. Mi mise a pecorina, cintura di Hermes usata come frusta leggera sul culo. Bruciava delizioso. Estrasse il suo strap-on nero, 20 cm, lubrificato. Me lo ficcò in bocca prima: ‘Succhia, troia’. Lo ingoiai profondo, gola piena. Poi, dietro: entrò piano, dilatandomi. ‘Cazzo, che stretta!’. Pompa selvaggia, palle che sbattono sul mio clitoride. Venne di nuovo mentre io esplodevo, squirting sul lenzuolo di lusso.
Crollammo, sudate, corpi intrecciati. Prosecco ancora fresco sul comodino. ‘Sei stata divina’, mi disse accarezzandomi i capelli. Il mare cullava lo yacht, stelle sopra di noi. Mi sentivo una dea, privilegiata in questo mondo elite. Nessun rimpianto, solo soddisfazione pura. Un momento d’eccezione, da ripetere. Presto.