La Mia Follia Incontrollabile sul Superyacht in Mediterraneo
Oggi, sdraiata sul ponte del mio superyacht, Villa Marina, lambisco pigramente. Indosso un caftano di seta leggera, il sole italiano mi accarezza la pelle. Sorseggio Prosecco fresco, bollicine che pizzicano la lingua. L’odore di Chanel N°5 si mescola al salmastro del mare. Marcello, il mio amante potente, è tornato da un viaggio d’affari. Mi ha regalato questo yacht, ma lui non sa tutto.
Ricordo quel giorno. Jet privato da Milano a Portofino, atterraggio perfetto. L’equipaggio: otto marinai italiani, corpi scolpiti dal lavoro, uniformi attillate che odorano di mare e mascolinità. Occhi famelici su di me mentre salgo a bordo. Abito corto, tacchi Louboutin che clicchettano sul teak lucidato. “Benvenuta, signora”, dice il capitano, Max, con un sorriso predatore. Sento il cuore accelerare.
L’Arrivo sul Ponte e la Tensione che Sale
Pranzo sul ponte: caviale, ostriche, vino bianco ghiacciato. Parlo con loro, rido. Gambe accavallate, la gonna sale un po’. Li vedo fissarmi le cosce. “Fa caldo qui, eh?”, dico, slacciando un bottone. Sudore perla sul décolleté. Marcello è sottocoperta, ignaro. La tensione sale come la marea. Uno mi sfiora la mano, un altro versa champagne sul mio seno. “Ops”, ridacchia. Io non mi muovo. Il mio sesso pulsa già.
La notte cala, stelle sopra la Costa Azzurra. Siamo soli in mare aperto. Otto cazzi tesi sotto i pantaloni. Li provoco: mi alzo, lascio cadere l’abito. Nuda, solo perizoma di pizzo. “Venite, ragazzi. Fottetemi come si deve”. Si avventano. Max mi afferra per i fianchi, mi bacia il collo, odore di dopobarba Creed. “Sei una troia di lusso”, ringhia. Sì, lo sono.
Mi spingono sul ponte, cuscini di lino egiziano morbidissimi. Due mi succhiano i capezzoli, duri come diamanti. “Leccami la fica”, gemo. Uno infila la lingua, bagnata e calda. Io afferro un cazzo grosso, venoso, lo pompo. “Succhia, puttana”. Lo prendo in bocca, gola profonda, saliva che cola. Gusto salato, pre-sborra. Un altro mi incula da dietro, senza preavviso. “Aaaah, sì, spaciami il culo!”. Il suo cazzo mi riempie, doloroso e delizioso. La brezza marina mi accarezza la pelle sudata.
L’Estasi Pura tra Cazzi e Sborra
Si alternano. Tre cazzi in bocca, uno in fica, due che mi menano il clitoride. “Sborrami in faccia, bastardi”. Eiaculano, fiotti caldi sul viso, nei capelli. Ne ingoio uno dopo l’altro. “Piscio su di lei?”, chiede uno. “Sì, piscia sulla tua regina!”. Mi sdraio, otto getti dorati mi lavano: tette, pancia, fica. Apro la bocca, gusto acre e caldo. Mi masturbo furiosamente, vengo urlando.
Uno mi solleva, mi sbatte su un cazzo mentre un altro mi incula. Doppio passaggio, strette e bagnate di sborra. “Prendilo tutto, zoccola”. Gambe tremanti, orgasmi multipli. Mi leccano il culo, mi ficcano dita. Cazzi ovunque: in mano, in bocca, nei buchi. Sudore, sperma, mare: un cocktail perfetto. Durano ore, esausti ma duri per me.
Alla fine, corpi accasciati sul ponte. Io, coperta di sborra e piscio, rido. Mi lavo in piscina jacuzzi, acqua tiepida che lava via tutto. Indosso un tubino Chanel, capelli in chignon, rossetto fresco. Marcello emerge: “Hai goduto il sole, amore?”. “Sì, ho lucidato il ponte”, sorrido. Lui ride, mi bacia. Sento ancora il perineo contrarsi sulle mie sfere di giada.
Torniamo a riva all’alba. L’odore di cazzi maschili mi inebria. Che privilegio: lusso e depravazione. Una vita da dea. Nessun rimpianto, solo voglia di altro.