La Mia Lingua Sa… Un’Incontro Esclusivo sul mio Yacht in Mediterraneo

Ero lì, su quel sito esclusivo per elite, assetata di testosterone puro. ‘Da prendere o da leccare’, ho scritto. Lui, Eros, ha risposto con un poema che mi ha bagnata all’istante. La sua lingua… descritta in versi che promettevano estasi. ‘Mia lingua sa…’, e io ho tremato.

Giovedì, non un bistrot qualunque, ma un invito sul suo yacht ancorato al largo di Capri. Jet privato da Milano, arrivo al tramonto. L’aria salmastra, mista all’odore del suo Creed Aventus, speziato e maschile. Mi accoglie in polo bianca, pantaloni slim, occhi predatori. ‘Benvenuta, Mia. Prosecco?’ Il bicchiere fresco, bollicine che pizzicano la lingua, come un presagio.

L’Arrivo sul Mio Yacht: Tensione che Sale

Ci sediamo sul ponte, cuscini di seta, vista sul mare turchese. Parliamo poco. Le sue mani sfiorano le mie cosce abbronzate, sotto il vestito leggero. ‘Ho aspettato questo’, sussurra. Io annuisco, il cuore che batte forte. Il sole cala, illumina i suoi muscoli tesi. Mi bacia il collo, lingua calda che traccia il contorno dell’orecchio. Profumo di salsedine e desiderio. Le mie mutandine già umide.

Scendiamo in cabina. Drapi di lino egiziano, soffici come una carezza. Mi spoglia piano, linguale che danza sul décolleté. ‘Sei perfetta, sportiva e selvaggia’. Io gemo, le mani nei suoi capelli. Tensione elettrica, corpi che si sfiorano. Il suo cazzo duro preme contro di me attraverso i pantaloni. ‘Voglio assaggiarti prima io’, dice con voce roca.

Mi sdraio, gambe aperte. La sua lingua… oh Dio, sa davvero. Inizia dalle labbra, poi il collo, mordicchia i capezzoli turgidi. Succhia forte, li fa duri come diamanti. Scende, l’ombelico, le fossette dei fianchi. Io ansimo, ‘Piano… no, più forte’. Arriva alla fica, bagnata fradicia. La lecca piano, clitoride gonfio sotto la punta. Gira, succhia, infila la lingua dentro, assapora il mio sapore salato e dolce. ‘Cazzo, sei deliziosa’, mugola.

La Passione Esplode: Piacere Senza Limiti

Non resisto. Lo spingo giù, gli slaccio i pantaloni. Il suo cazzo enorme, venoso, cappella viola. Lo prendo in bocca, lo lecco dalla base alla punta, gusto pre-eiaculato salato. Lui geme, ‘Brava troia’. Mi monta, mi penetra piano, poi forte. La fica si apre, lo stringe. Spinge profondo, palle che sbattono sul mio culo. ‘Scopami più duro!’, urlo. Cambiamo, io sopra, cavalco selvaggia, tette che rimbalzano. Lui mi afferra i fianchi, mi sbatte giù.

Clitoride sfregato sul suo pube, orgasmo che arriva come un’onda. ‘Vengo!’, grido, squirto sul suo cazzo. Lui non molla, mi gira a pecorina, mi incula la fica da dietro, dita nel culo. ‘Prendilo tutto’. Eiacula dentro, caldo, copioso, mi riempie. Crollo, sudata, tremante.

Dopo, nudi sui drapi, Prosecco di nuovo. Il suo braccio intorno a me, vista stelle sul Mediterraneo. ‘Un privilegio, Mia’. Io sorrido, sazia, potente. Ho vissuto l’eccezione: lusso che si fa carne, potere che si fa godimento. Tornerò. La mia lingua sa ora quanto la sua.

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