La Mia Colazione Peccaminosa con il Marito di Mia Nipote nella Villa sul Mare
Dio, è stato solo ieri… Il matrimonio di mia nipote Cristiana su quello yacht privato al largo di Capri. Sole italiano che scalda la pelle, profumo di salsedine misto a Creed Aventus di lui, Prosecco ghiacciato che pizzica la lingua. Ero lì, in abito bianco avvitato, décolleté profondo che mostrava le mie tette generose, un D pieno, sode nonostante i quarant’anni. Alessandro, suo marito, non riusciva a staccare gli occhi. ‘Giulia, sei stupenda’, mi sussurra mentre brindiamo. Sorrido, sfioro il suo braccio muscoloso. Sento la tensione, il suo sguardo che scivola nel mio seno. ‘Domani mattina, passa da me alla villa a Positano. Ti offro una colazione da re. Via Nastro Azzurro, dopo le 8, mio marito è via.’ Lui annuisce, arrossisce, cazzo già duro sotto i pantaloni eleganti.
La mattina dopo, bussano. Apro in kimono di seta nera, lasciato aperto quel tanto che basta per far intravedere i capezzoli turgidi. ‘Entra, Alessandro.’ Odore di caffè fresco, cornetti caldi dalla pasticceria di Positano, sole che filtra dalle vetrate della villa, vista mozzafiato sul mare turchese. Ci sediamo al tavolo in marmo, Prosecco per stappare la giornata. Lui fissa il mio décolleté, io rido piano. ‘Ti piacciono, vero?’ Mi accarezzo il seno con l’indice, come per caso. ‘Giulia, scusa… sono enormi, perfette.’ Arrossisce, ma non distoglie lo sguardo. ‘Toccale, dai. Non mordo.’ Lui esita, allunga la mano. Pelle morbida, capezzoli che si induriscono sotto le sue dita. Io gemo piano, ‘Bravissimo… ma ora tocca a te.’ Mi alzo, gli slaccio la cintura. Il suo cazzo salta fuori, duro come marmo, venoso, grosso. ‘Mmm, che bel cazzo.’
L’Invito Irresistibile sullo Yacht Privato
Lo prendo in bocca, succhio piano, lingua che gira intorno al glande. Lui ansima, ‘Giulia, cazzo… sei una dea.’ Lo ingoio profondo, gola che si contrae, saliva che cola. ‘Sono la tua troia oggi, succhio cazzi come una puttana.’ Lui afferra i miei capelli, spinge. ‘Non durare, dai.’ Ma lui viene, sborra calda e densa in bocca, io ingoio tutto, leccando le labbra. ‘Ora tocca a me.’ Lo porto in camera, letto king size con lenzuola Frette fresche, odore di lavanda toscana. Mi stendo nuda, fiche rasata che luccica di eccitazione. ‘Leccami.’ Lui si tuffa tra le mie cosce, lingua vorace sul clitoride gonfio. Io mi torco i capezzoli, ‘Sì, bravo… ficca le dita dentro.’ Floc-floc bagnati, punto G stimolato. Ansimo, ‘Quando vengo, non fermarti sul clito, lecca la fica tutta.’ Corpo che si tende, urlo, squirto in faccia, liquido caldo che lui lappa come un assetato. ‘Bevi tutto, porco.’
Ci accasciamo, sudati, corpi intrecciati. Il suo cazzo si riindurisce contro la mia coscia. ‘Fottimi ora.’ Lo cavalco, tette che rimbalzano, fica che lo ingoia stretto. Gemiti, schiaffi sulle chiappe, ‘Più forte, scopami come una vacca.’ Viene di nuovo dentro, riempie la fica di sborra. Rimaniamo lì, Prosecco in mano, vista sul mare scintillante. Mi sento una regina, privilegiata. Questo lusso, questo potere sul suo corpo… un momento d’eccezione che ricorderò per sempre. Lui partirà, tornerà da Cristiana, ma io? Io avrò assaporato l’essenza del proibito, in questa villa da sogno.