La Mia Avventura Erotica in una Villa di Lusso sulla Costiera Amalfitana

Ero lì, con il mio scooter da corriere di lusso, davanti a quella villa mozzafiato sulla Costiera Amalfitana. Il sole scottava, l’aria profumava di limoni e salsedine. Suonai il campanello, un pacco per il signor Roberto, un diplomatico in pensione, elegante e potente. Mi aprì lui, in accappatoio di seta, profumo di Creed Aventus che mi avvolse subito. ‘Vieni, Isabella, è ora di un Prosecco fresco’, disse con quel sorriso da predatore.

Entrai, i piedi nudi sul marmo fresco. La villa era un sogno: vetrate sul mare, divani in lino egiziano, bottiglie di Dom Pérignon sul tavolo. Mi offrì una flûte, le bollicine frizzarono in bocca, dolci e aspre. Parlammo, lui della sua vita nei jet privati e yacht in Mediterraneo. Io, cameriera stagionale in hotel 5 stelle, gli confessai i miei sogni di lusso. Le sue mani sfiorarono le mie cosce, piano. ‘Fa caldo, spogliati un po”, sussurrò. Esitai, ma il Prosecco sciolse tutto. Slacciai la camicetta, mostrai i miei seni sodi, pesanti come pere mature. Affondò il viso lì, succhiò i capezzoli con fame. Mi bagnai all’istante.

L’Arrivo nella Villa e la Tensione che Sale

Il giorno dopo, tornai con una scusa. ‘Solo il culo, per favore’, implorò. Mi abbassai i pantaloncini, lui leccò tra le natiche, la lingua sul mio ano, calda e agile. Dio, che brivido. Mai provato con il mio uomo. Ogni mezzogiorno, rituale: io nuda sul terrazzo, lui tra le mie gambe spalancate, lingua che scava la fica fradicia, clitoride gonfio. Venivo urlando, gambe tremanti sul sole italiano.

Un giorno, champagne per il suo compleanno. Tre flûte, e ridevo ubriaca. Mi sdraiai sul divano, lui massaggiò pancia, cosce, poi dita nella mia figa zuppa. Gemevo. Arrivò Gregorio, suo nipote, alto, atletico, saltatore in alto. Vent’anni, corpo scolpito, cazzo lungo e dritto in mano. ‘Resta, Isabella’, disse Roberto. Mi aprì le cosce, riprese a leccarmi. Gregorio nudo, mi fissava. Roberto si fece da parte: ‘Ora tocca a te, nipote’. La lingua di Gregorio era fuoco, titillava il clito, entrava profondo. Urlavo.

L’Esplosione del Piacere e la Dolce Soddisfazione

Roberto porse un preservativo. Gregorio me lo infilò, piano, fino in fondo. ‘Cazzo, che grosso!’, gridai. Mi scopava sulla tavola di cucina, tette che ballavano, lui le strizzava, dita sul culo. Poi sul letto king size, lenzuola Frette soffici, a pecorina. Pelli che schioccano, ritmo feroce. ‘Più forte, scopami!’, lo imploravo. Roberto guardava, si toccava il cazzo flaccido. Venni come una pazza, figa che pulsava intorno al suo asta dura.

Giorni di fuoco: doppio piacere, lingue e cazzi, foto per lui. Ero sazia, luminosa. Ma il destino: cambio di zona, lavoro nuovo. Roberto ebbe un ictus, lo vidi in clinica, vuoto. Gregorio sparì. Ora, nuova villa, un altro signore in accappatoio. ‘Un aperitivo? È mezzogiorno’. Entro, sorridendo. Il lusso chiama, e io rispondo.

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