La Mia Avventura Erotica su uno Yacht di Lusso in Mediterraneo
Ciao, sono Sofia, una milanese doc, con curve che fanno girare la testa e un debole per gli uomini che sanno di potere e soldi. L’altro ieri, Marco, un tycoon del petrolio, mi ha mandato il suo jet privato da Milano a Capri. Sali, mi ha scritto. E io, che adoro il brivido, ho obbedito. L’abitacolo profumava di cuoio nuovo e Creed Aventus, il suo profumo. Prosecco ghiacciato in cristallo Baccarat, bollicine che pizzicavano la lingua. Atterrati, l’elicottero ci ha portati sul suo yacht, il ‘Sirena’, 80 metri di acciaio e mogano, ancorato nelle acque turchesi.
Sulla terrazza panoramica, il sole italiano scaldava la pelle. Lui, alto, spalle larghe, occhi scuri come il caffè espresso. Indossava una camicia di lino bianco aperta sul petto abbronzato. Io, in bikini di La Perla, trasparente quel tanto che basta. ‘Vieni, Sofia, ti mostro la cima’, mi dice con voce bassa, afferrandomi la mano. La sua pelle era calda, callosa dal tennis. Saliamo sul ponte superiore, lui mi passa un’imbracatura di sicurezza, come per un’arrampicata. ‘Non aver paura, ti tengo io’. Il suo tocco sulle cosce, mentre stringe le cinghie, mi fa fremere. L’odore del mare salato si mescola al suo dopobarba. Inizio a salire sulle sartie del albero maestro, gambe che tremano un po’, ma eccitata. Lui dietro, le sue mani sulle mie natiche, ‘Piano, tesoro, goditi la vista’. A 20 metri d’altezza, il mondo è piccolo: Capri laggiù, il vento che mi scompiglia i capelli.
L’Arrivo nel Paradiso del Lusso
Lassù, sospesi, la tensione esplode. ‘Ho bisogno di pisciare, Marco’, gli dico ridendo, disinibita. Lui sorride, ‘Fallo, sei una selvaggia’. Mi abbasso i pantaloncini del bikini, apro le gambe contro il sartiame. Il mio cespuglio folto, labbra gonfie, clitoride turgido. Un getto caldo e lungo schizza verso il mare. Lui guarda, cazzo già duro nei pantaloni. ‘Cazzo, Sofia, sei bagnata fradicia’. Mi avvicino, gli slaccio la patta. Il suo uccello grosso, venoso, salta fuori, cappella viola lucida di pre-eiaculato. ‘Leccomelo’, ordina. Mi inginocchio precaria, lingua sulla cappella, sapore salato. Lo ingoio profondo, gola che si contrae, lui geme afferrandomi i capelli. ‘Brava puttana’. Poi mi gira, mi lecca la fica da dietro, lingua dentro, succhia il clitoride. Io urlo nel vento, ‘Sì, mangiami!’. Mi penetra di colpo, cazzo che mi riempie, palle che sbattono sulle cosce. Pompa forte, io mi tengo alle sartie, tette che ballano. ‘Ti scopo come una troia’, grugnisce. Cambio posizione, lo cavalco, fica che lo stringe, succhi che risuonano. Vengo urlando, pareti che pulsano, lui mi riempie di sborra calda, che cola sulle gambe.
Scendiamo tremanti, corpi sudati, abbracciati sul ponte. Il sole tramonta, champagne servito da un cameriere discreto. Mi bacia il collo, ‘Sei unica, Sofia. Nessuna come te’. Io sorrido, sento il privilegio: jet, yacht, un uomo che comanda il mondo. La fica ancora pulsante, la sborra che mi bagna le cosce. Un momento d’eccezione, puro lusso carnale. Non vedo l’ora del bis, stanotte nella villa di Capri, tra lenzuola di lino egiziano.