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Il mio diario segreto al campeggio di lusso

La brezza serale entrava dalla finestra aperta della roulotte mentre fissavo il soffitto. Le voci degli amici che ridevano sulla terrazza si stavano spegnendo lentamente. Erano le ventuno passate e il primo aperitivo dell’anno era finito da poco. Sentivo ancora il profumo della sua pelle sulla punta delle dita, quel tocco fugace che mi aveva dato mentre fingevo di aiutare in cucina.

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Marco, quarantadue anni, aveva riso con mio marito come se nulla fosse, ma io sapevo. I suoi occhi nocciola mi avevano cercata per tutta la sera, proprio come accadeva ogni estate in questo campeggio di lusso sulle colline toscane. Io, a trentotto anni, mi ritrovavo a contare i minuti prima che tutti andassero a dormire. Luca, mio marito, aveva già portato i bambini nella loro piccola tenda accanto alla nostra.

Mi rigirai nel letto, il lenzuolo leggero che sfiorava le mie gambe nude. Indossavo solo una camicia da notte di seta bianca, comprata apposta per queste vacanze. Il cuore batteva forte ripensando a come mi aveva sfiorata vicino al frigorifero, le sue dita che scivolavano lungo la mia schiena fino al bordo del costume. «Domani mattina alla piscina» aveva sussurrato prima di uscire. Una promessa che mi faceva tremare.

La mattina dopo, alle sette e trenta, il sole già scaldava l’erba intorno alle piazzole. Luca era uscito presto per una partita di tennis con gli altri mariti. Io avevo preparato il caffè e mi ero diretta verso la grande piscina circondata da palme e lettini eleganti. Pochi ospiti a quell’ora. Marco era già lì, seduto sul bordo con i piedi nell’acqua, il corpo abbronzato e muscoloso che luccicava sotto i raggi.

Mi avvicinai lentamente, sentendo il costume bagnato aderire ai seni. A trentotto anni il mio corpo aveva ancora curve che attiravano gli sguardi: fianchi morbidi, ventre piatto grazie alle ore di yoga, e un seno pieno che lui adorava. Mi immersi accanto a lui senza dire una parola. L’acqua fresca contrastava con il calore che sentivo tra le cosce.

«Non riuscivo a dormire stanotte» mormorò lui, la voce bassa e confidenziale. «Pensavo a te, Elena.» Le sue parole mi fecero sorridere. Da tre anni ci vedevamo solo qui, durante queste due settimane di agosto. Niente messaggi, niente telefonate. Solo questo campeggio esclusivo, le nostre famiglie ignare, e questo fuoco che tornava ogni estate più intenso.

Nuotammo fino alla zona meno visibile, dietro la piccola cascata artificiale. Le sue mani trovarono subito i miei fianchi, attirandomi contro di sé. Sentii la sua erezione premere contro il mio ventre attraverso il tessuto sottile del costume. Lo baciai con urgenza, le lingue che si intrecciavano mentre l’acqua ci avvolgeva. Le sue dita scivolarono sotto l’elastico, accarezzando le mie labbra già bagnate di desiderio.

«Voglio assaggiarti» disse con voce roca. Mi sollevò senza sforzo, facendomi sedere sul bordo della piscina. Guardai rapidamente intorno: nessuno. Abbassò la parte superiore del mio costume e prese un capezzolo tra le labbra, succhiando piano mentre due dita entravano dentro di me. Gemetti piano, mordendomi il labbro per non fare rumore. Il piacere saliva rapido, le sue dita esperte che trovavano il punto esatto che mi faceva tremare.

Venni in pochi minuti, stringendo le sue spalle, l’orgasmo che mi attraversava come una onda calda. Lui non si fermò, continuando a leccarmi fino a quando non lo supplicai di prendermi. Uscimmo dall’acqua e ci spostammo verso il piccolo capanno degli attrezzi poco distante, nascosto tra gli alberi. Dentro c’era odore di legno e cloro. Mi spinse contro la parete, abbassandomi il costume fino alle caviglie.

Entrò in me con una spinta decisa, riempiendomi completamente. A trentotto anni il mio corpo rispondeva ancora con una fame incredibile. Lo avvolsi con le gambe, sentendo ogni colpo profondo che mi faceva ansimare. Le sue mani stringevano i miei glutei, guidandomi sul suo ritmo. «Sei mia qui» sussurrava tra un affondo e l’altro. «Solo mia.»

Cambiammo posizione. Mi fece piegare su un vecchio tavolo da giardino, prendendomi da dietro con forza. Sentivo i suoi testicoli colpire contro di me, il suono umido dei nostri corpi che si univano. Un secondo orgasmo mi travolse, più intenso del primo, mentre lui mi copriva la bocca per attutire i miei gemiti. Pochi istanti dopo lo sentii irrigidirsi e venire dentro di me, il suo seme caldo che mi riempiva mentre mi mordeva piano la spalla.

Rimanemmo abbracciati per qualche minuto, i respiri affannati. Poi ci rivestimmo in fretta, ridendo come due complici. Tornai alla roulotte prima che Luca rientrasse. Nel pomeriggio giocammo tutti insieme a carte sulla terrazza, io e Marco che ci scambiavamo sguardi carichi di segreti. La sera organizzammo una grigliata con gli altri campeggiatori. Il vino scorreva abbondante, le risate riempivano l’aria calda della Toscana.

Quando tutti andarono a dormire, verso l’una di notte, sentii bussare piano alla porta della nostra veranda. Luca russava profondamente dopo troppe birre. Aprii e trovai Marco lì, in pantaloncini, il petto nudo. Senza dire nulla lo trascinai dentro, chiudendo la porta scorrevole. Ci sdraiammo sul divano del salottino, a pochi metri dal letto matrimoniale.

Questa volta fu lento, sensuale. Mi spogliò con calma, baciando ogni centimetro di pelle. A trentotto anni mi sentivo bellissima sotto le sue labbra. Lo presi in bocca con gusto, assaporando il suo sapore mentre lui mi accarezzava i capelli. Poi mi mise sopra di lui, cavalcandolo piano per non fare rumore. I nostri corpi si muovevano in sincronia perfetta, i seni che ondeggiavano davanti al suo viso. Lui li succhiava, li mordeva delicatamente, aumentando il mio piacere.

Venni per la terza volta quella giornata, contraendomi intorno a lui. Mi sollevò e mi mise a quattro zampe sul tappeto. Entrò di nuovo, questa volta più profondo, colpendo punti che mi facevano vedere le stelle. Le sue dita trovarono il mio clitoride, massaggiandolo mentre mi prendeva con ritmo crescente. Quando venne di nuovo, mi riempì ancora, il suo corpo che tremava contro il mio.

Prima dell’alba se ne andò, lasciandomi sola con il suo odore sulla pelle e il cuore che batteva forte. Mi sdraiai accanto a Luca, sentendomi viva come non mi succedeva da mesi. Questo campeggio di lusso, con le sue piscine eleganti e le notti profumate di gelsomino, era diventato il nostro rifugio segreto. Ogni estate lo stesso desiderio, ogni estate più intenso.

Domani mattina lo rivedrò alla piscina. E so già che non riuscirò a resistere.

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