La Mia Notte Proibita nella Villa di Lusso sul Mare con Mio Cognato

Era fine estate, quel calore italiano che ti accarezza la pelle come una promessa. Siamo arrivati con il jet privato di mio marito Alessandro, atterrando sulla pista privata vicino alla Costiera Amalfitana. La villa era un sogno: bianca, sospesa sul mare, con infinity pool che si fondeva con l’orizzonte. I bambini? Parti con i nonni per un weekend. Solo noi tre: io, Alessandra, 28 anni, curve morbide e pelle olivastra, Alessandro e suo fratello Marco, 22 anni, occhi azzurri, corpo atletico da yacht-man.

L’aria profumava di bergamotto e salsedine. Abbiamo brindato con Prosecco fresco, bollicine che pizzicavano la lingua, seduti sul divano in pelle italiana del salone open-space. Indossavo una camicia da notte di seta nera, leggera, che scivolava sulle mie tette sode, senza reggiseno, solo un tanga di pizzo. Marco mi guardava… troppo. ‘Sei stupenda, cognatina’, ha detto ridendo. Alessandro sorrideva, eccitato dall’idea.

L’Arrivo nella Villa e la Tensione che Sale

‘Fatemi posto’, ho sussurrato, sdraiandomi tra loro. La mia testa sul grembo di Alessandro, gambe su Marco. Lui ha iniziato a stuzzicarmi i piedi. ‘No… tickle mi fa impazzire!’, ho riso, scalciando. Ma lui ha afferrato le caviglie, forte. La camicia si è alzata, il tanga esposto, umido già. Silenzio pesante, elettrico. Le sue dita… lente, sul polpaccio, su coscia. Io… esitavo, ma aprivo le gambe piano. Alessandro mi accarezzava i capelli. ‘Va bene così, amore?’

Le sue mani sotto il pizzo, sfioravano la mia figa rasata, bagnata. ‘Sei fradicia’, ha mormorato Marco. Ho gemito piano, tette che si indurivano sotto la seta.

‘A letto’, ha suggerito Alessandro. L’ho preso per mano, nuda ormai, entrando nella suite con baldacchino, lenzuola di lino egiziano fresche. Ci siamo spogliati. Le loro cazzoni duri, quello di Marco… enorme, venoso. Mi sono sdraiata, occhi chiusi. Marco ha aperto la camicia, succhiato un capezzolo. ‘Mmm, delizioso’. Alessandro l’altro, pizzicando.

La Passione Esplode e il Piacere Senza Limiti

Le dita di Marco nella mia figa, due, poi tre, spalancandola. ‘Gustati’, le ha portate alla mia bocca. Ho succhiato, sapore mio salato. Alessandro: ‘Apriti per noi’. Gambe spalancate, figa rosa aperta. Le loro dita dentro, insieme, mi dilatavano. ‘Fa male… ma continua’.

Alessandro mi ha presa per primo, da dietro, mentre Marco davanti. No… Marco ha spinto il cazzo dentro, grosso, riempiendomi. ‘Cazzo, che figa stretta!’. Pompa lento, poi forte. Io urlavo: ‘Più forte, scopami!’. Alessandro guardava, segando. Poi ha preso il mio culo: dito umido, piano, dentro. ‘No… aaaah sì!’. Doppio: cazzo in figa, dito in culo. Poi due dita. Venivo, tremando.

Marco ha invertito: il suo cazzo enorme nel mio culo vergine. ‘Rilassati, troia’. Dolore, piacere. Alessandro in figa. Mi fottevano insieme, clac clac, sudore, odore di sesso e Chanel No.5. ‘Vengo!’, ha urlato Marco, sborra calda nel culo. Alessandro dopo, inondandomi la figa.

Esausti, sudati tra lenzuola spiegazzate. Ho baciato Alessandro: ‘Ti amo’. Marco rideva: ‘Riposiamo, riprendo fiato’. Al mattino, sole filtrava, io tra loro, sazia. Che privilegio: lusso, potere, sesso proibito. Un ricordo che mi bagna ancora.

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