La Mia Notte di Fuoco su uno Yacht in Mediterraneo
Sono arrivata sul suo yacht ancorato al largo di Capri… tre quarti d’ora prima dell’ora fissata. Il sole italiano accarezza la pelle, caldo e dorato, mentre il profumo di salsedine si mescola a quello del suo Creed Aventus che già immagino. Ho preso il jet privato da Milano, solo per lui. Marco, l’ho incontrato martedì a una festa esclusiva a Positano. Non fa parte del mio solito giro… alto, elegante, con quel potere che emana senza sforzo. Occhi scuri, sorriso da predatore. Mi ha attirata subito. Ero stufa delle solite serate, dei soliti discorsi vuoti. Volevo novità, lusso, sesso vero.
Salgo a bordo scalza, il ponte in teak liscio sotto i piedi. Un cameriere mi porge un flute di Prosecco ghiacciato, bollicine che pizzicano la lingua, fresco e fruttato. Mi siedo su una chaise longue, la brezza mediterranea solleva il mio abito di seta bianca, sfiorandomi le cosce. Guardo l’orizzonte, il cuore batte forte. E se fosse un errore? No, io amo questo brivido. Sono aperta, senza tabù. Ho venticinque anni, esperienze alle spalle… ma lui promette di più. Sento il rombo del tender che si avvicina. Eccolo. Scende, camicia aperta sul petto abbronzato, pantaloni che segnano il rigonfiamento. “Ciao bellissima”, dice con voce bassa, accento romano sexy. Mi bacia la mano, poi le labbra sfiorano le mie. Il suo profumo mi invade, muschiato e costoso.
L’Arrivo sul Panfilo e la Tensione che Sale
Ci sediamo vicini, Prosecco che scorre. Parliamo poco, tocchi leggeri. La sua mano sulla mia coscia nuda, sale piano. Sento la fica inumidirsi, il calore che sale. “Ti voglio da quella festa”, mormora, dita che sfiorano l’interno coscia. Io annuisco, respiro corto. “Anch’io… portami dentro”. Mi prende per mano, mi guida nella suite principale. Drapi di lino egiziano sul letto king size, vista sul mare al tramonto. Chiude la porta.
Mi spoglia lento, abito che scivola a terra. Le sue mani sui miei seni, capezzoli duri sotto i polpastrelli. “Sei perfetta”, geme. Io gli slaccio la camicia, pantaloni giù. Il suo cazzo salta fuori, grosso, venoso, duro come marmo. Lo prendo in mano, lo accarezzo, sento pulsare. Mi inginocchio, lo lecco dalla base alla cappella, sapore salato. Lo infilo in bocca, succhio profondo, lui afferra i miei capelli. “Cazzo, sì… così”. Mi alza, mi butta sul letto. Mi apre le gambe, lingua sulla fica bagnata. Lecca il clitoride, dita dentro, mi fa gemere forte. “Sei fradicia, troia mia”. Io: “Scopami, Marco, forte”.
La Passione Esplosiva e il Dopo Estasi
Mi penetra piano prima, cazzo che riempie la fica stretta. Poi spinge duro, colpi potenti. Io urlo, unghie nella sua schiena. Cambiamo, io sopra, cavalco selvaggia, seni che rimbalzano. Lui mi schiaffeggia il culo, “Più veloce, puttana”. Orgasmio mi travolge, trema tutto. Lui mi gira, a pecorina, pompa senza pietà. Sento il cazzo gonfiarsi, mi riempie di sborra calda, urla il mio nome. Crolliamo sudati, corpi intrecciati.
Sdraiati lì, lenzuola di lino umide di noi. Il sole è calato, stelle sopra il mare. Prosecco di nuovo, brindiamo. Mi sento privilegiata, élite. Un uomo potente, questo yacht, questa notte… pura estasi. Non un rimpianto, solo voglia di più. Lui mi bacia il collo: “Torna domani?”. Sorriso mio: “Sempre”. È stato eccezionale, un momento da dea.