La Mia Notte di Fuoco su uno Yacht in Mediterraneo
Era venerdì sera, ormeggiato al largo di Capri, quel yacht da sogno, tutto curve bianche e acciaio lucido, con il sole che tramontava tingendo il mare di arancione. Io, Sofia, hostess e un po’ ingegnere per questi mostri di lusso, stavo finendo i controlli. L’aria profumava di salsedine mista a Creed Aventus, quel profumo da miliardari. Il cliente, Alessandro, alto, atletico, polo bianca su muscoli scolpiti, occhi che ti spogliano. ‘Tutto perfetto?’ mi chiede, la voce bassa, mentre mi passa il bicchiere di Prosecco ghiacciato. Ne bevo un sorso, bollicine che pizzicano la lingua, e annuisco. Sento il calore salire, la seta del mio vestito estivo che sfrega sui capezzoli già duri.
Lui si avvicina, il suo respiro sul mio collo. ‘Mi piace come vibra questo scafo’, sussurra, e la sua mano sfiora la mia coscia nuda. Io rido piano, esitante. ‘È come un corpo pronto a esplodere.’ Le sue dita salgono, sotto l’orlo, e io non mi muovo. Il ponte in teak è caldo sotto i piedi scalzi, il vento accarezza la pelle. Mi volto, le nostre bocche si incontrano, lingue che danzano con gusto di limone e desiderio. La zip del vestito scende lenta, esponendo i seni al suo sguardo affamato. ‘Bellissima’, mormora, leccando un capezzolo. Io gemo, le mani nei suoi capelli profumati di mare.
L’Arrivo nel Paradiso del Desiderio
Mi spinge contro la cuscineria di pelle morbida del salone principale, drappeggiata in lino egiziano. Il vestito vola via, resto nuda, la figa già bagnata che pulsa. Lui si sfila la polo, pantaloni, e il suo cazzo eretto balza fuori, grosso, venoso, pronto. ‘Voglio scoparti qui’, dice diretto. Mi apre le gambe, la lingua affonda nella mia fica, lecca il clitoride gonfio, succhia i succhi che colano. Io ansimo, ‘Sì, più forte, cazzo.’ Le sue dita entrano, due, tre, mi stirano mentre il sole cala.
Proprio allora, il rombo di un tender veloce. È Marco, il mio uomo, scultore di marmi per i ricchi, arrivato dalla villa a Positano sulla sua moto acquatica. Lo vedo salire, occhi che bruciano. ‘Che cazzo succede qui?’ ride, ma eccitato. Alessandro si blocca, io no. ‘Unisciti’, gli dico, la voce roca. Marco si spoglia, il suo cazzo enorme, rosa come il marmo di Carrara che scolpisce, duro come roccia. Mi mettono a pecorina sul ponte, Marco dietro, spinge il suo uccello dentro la mia figa fradicia, un colpo secco fino in fondo. ‘Porca troia, sei strettissima’, grugnisce. Alessandro davanti, ficca il cazzo in bocca, lo succhio golosa, saliva che cola.
Esplosione di Passione e Culmine Estatico
Marco mi scopa selvaggio, palle che sbattono sul mio clito, ‘Ti riempio di sborra.’ Io mugolo intorno al cazzo di Alessandro, che pompa in gola. Mi girano, Alessandro mi penetra il culo piano, lubrificato dai miei umori, mentre Marco rientra in fica. Doppio, piena, il lusso che si fa carne pura. ‘Cazzo, sì, scopatemi forte!’ urlo. L’orgasmo mi squassa, squirto sul ponte, loro continuano, ritmi feroci. Alessandro viene per primo, getti caldi nel mio culo. Marco esplode dopo, sborra che trabocca dalla figa.
Sdraiati sul ponte, sudati, Prosecco in mano, il mare che culla lo yacht. Il cielo stellato sopra di noi. ‘Una notte da re’, dice Alessandro, baciandomi. Marco mi stringe, ‘Mia dea del sesso.’ Mi sento privilegiata, corpo sazio, anima ebbra di lusso e potere. Domani, jet privato per Dubai, ma questa, questa è stata l’eccezione, il picco del piacere assoluto.