La Mia Partita di Tennis Erotica in Villa di Lusso sulla Costiera Amalfitana

Ero lì, con Luca, sul campo da tennis indoor della nostra villa privata sulla Costiera Amalfitana. L’aria profumava di limoni maturi e del suo Chanel Allure Homme Sport, misto al sudore fresco. Il sole filtrava dalle vetrate, dorando la sua pelle olivastra. Giocherellavamo, il punteggio serrato, 6-4, 3-2 per me. Ma cavolo, come facevo a concentrarmi? Ogni suo servizio mostrava gli addominali scolpiti, tesi come corde di violino. Le gambe muscolose che correvano… mmh, mi facevano bagnare sotto la gonna da tennis. Non era la prima volta che lo spiavo, ma oggi… oggi era diverso. Elegante nel suo kit Lacoste, potente, ricco. Amo gli uomini così, che sanno di vittoria e soldi.

Stavamo sudando, ridendo, quando la porta si aprì. Un poliziotto, alto, uniforme impeccabile, aria da gentleman. ‘Signori, buongiorno. Sapete che con il coprifuoco e le restrizioni covid, il tennis indoor è vietato? Solo outdoor. Multa di 135 euro a testa.’ Voce ferma, ma occhi che saettavano su di noi. Io protestai, ‘Piove a dirotto fuori, agente. E promettiamo, non si ripete.’ Luca annuì, ma l’uomo scosse la testa. ‘Venite qui ogni settimana. Prendere le identità.’

L’Atmosfera Esclusiva e la Tensione che Sale

Fu Luca a sparare: ‘Agente, giochiamo insieme, ma viviamo insieme. Ogni notte nel mio letto.’ Io lo guardai stupita – non eravamo amanti, solo amici di racchetta – ma entrai nel gioco. ‘Sì, dormiamo nudi, intrecciati.’ Il poliziotto inarcò il sopracciglio. ‘Prove concrete?’ ‘Ha un tatuaggio sul petto sinistro, Che Guevara con falce.’ Luca si tolse la maglia, mostrandolo. ‘Bene, ma un punto non fa il match. Servono prove… intime. Un rapporto sessuale qui, e chiudo un occhio.’ Pensai: ‘Siamo fregati.’ Ma Luca mi sussurrò: ‘Gioca, amore.’ E io… mi spogliai. Nuda, curve illuminate dalla luce soffusa, capezzoli duri per l’eccitazione.

‘Vieni, tesoro,’ dissi, tirandolo sul materassino da ginnastica lì vicino, morbido come seta egiziana. Lui si denudò, cazzo già semi-eretto, grosso, venoso. Il poliziotto si sedette su una panca, notes in mano. Iniziai con una pompa lenta, lingua sul glande salato, sapore di mare e uomo. ‘Oh sì, come ieri notte,’ gemette Luca, afferrandomi i capelli. Lo succhiai profondo, gola piena, saliva che colava. Lui gemette forte, ‘La tua bocca è un paradiso.’ Poi mi sdraiai, aprii le cosce. ‘Scopami, amor mio.’ La sua cappella premette sulla mia fica bagnata, scivolò dentro piano. ‘Cazzo, sei stretta,’ ansimò. Missionario, spinte lente poi furiose, tette che rimbalzavano, sudore che gocciava sul linoleum fresco. Cambiammo: io sopra, cavalcata selvaggia, clitoride sfregato sul suo pube peloso. Improvvisammo, gambe intrecciate in pose da tennisti – atletiche, sudate.

La Passione Carnale senza Freni sul Tappeto del Campo

‘Prova l’ano,’ dissi, audace, prendendo il lubrificante dal mio beauty di Hermès. Lo spalmai sul suo cazzo lucido, poi sul mio culo stretto. Entrò piano, doloroso ma delizioso. ‘Aiutami,’ mugolii, guidandolo con la mano. Spinse, riempì tutto, io gridai di piacere misto a bruciore. ‘Sembri una vergine anale,’ rise il poliziotto, ma noi ignorammo. Accelerò, palle che sbattevano, io strofinavo la fica simulando orgasmo – ‘Sììì, vengo!’ Lui esplose dentro, sborra calda che colava, fiotti bianchi sul mio ventre. Esausti, ansimanti, odore di sesso e Prosecco che aprì lui dopo, brindando.

Qualche giorno fa arrivò il rapporto. ‘Hanno scopato, ma dubbi: sorpresa alla vista del pene flaccido iniziale, no preservativi, posizioni goffa, orgasmo finto.’ Multa 735 euro totali. Luca furioso, ‘Ci hanno fottuto!’ Ma io… sorrisi. Quel momento? Puro privilegio. In una villa da sogno, sesso crudo davanti a un estraneo, lusso che si fa carne. Mi sento viva, potente. Lo rifarei mille volte. L’Italia, il mio playground di piaceri.

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