La Mia Vendetta Sensuale su uno Yacht di Lusso in Mediterraneo

Ieri sera, al bar del mio hotel 5 stelle a Capri, l’aria era profumata di gelsomino e salsedine. Io, Sofia, dietro il bancone di mogano lucidato, servivo Prosecco ghiacciato in flûte di cristallo. Il sole era tramontato sul mare, tingendo tutto di arancione. È arrivato quel gruppo: giovani tennisti elite, ventenni scolpiti, con il loro coach, un ex pro di 40 anni, muscoloso, con un ego gonfio come il suo petto.

Lui, Marco, aveva già bevuto troppo Dom Pérignon. Seduto con i ragazzi, narrava conquiste: ‘Ragazzi, sapete quante donne mi sono scopate nei tornei? Entravano in camera per ‘toccare i muscoli’, ma volevano la mia cazzo enorme tra le cosce. E non deludevo mai… quantità e qualità! Facevamo gangbang da urlo, e l’allenatore chiudeva un occhio.’ Rideva, gli occhi lucidi dall’alcol.

L’Arrivo del Gruppo Elite e la Tensione che Sale

Poi si è chinato: ‘Guardate la barista… Sofia. Sta bagnata fradicia pensando a me che la schiaccio col mio corpo e le infilo il pisello fino in fondo. Stanotte la apro come una ostrica. La nostra regola: dritto all’embut!’ I ragazzi ghignavano. Io? Bollivo di rabbia e desiderio. Quel porco arrogante.

‘Chiudi il bar, ma portami una bottiglia in camera, bellezza,’ mi fa, con un occhiolino sudato. ‘Io sono Marco, ma le amiche mi chiamano Mon.’ ‘Sali, spegni la luce, mettiti a pancia in giù. Ti porto una sorpresa, Môôn,’ gli dico, con voce mielosa. Sale canticchiando, eccitato.

Aspetto, chiudo, prendo il Prosecco. Passando, noto porte socchiuse: i ragazzi spiano. Entro nella suite vista yacht ormeggiato, lenzuola di lino egiziano fresche. ‘Mistero…’ gli dico. Mi siedo, accarezzo la sua nuca sudata, scendo alle chiappe sode. ‘Che bestia hai lì…’ Poi, veloce, lego polsi e caviglie con la corda di seta dal mio cassetto. Sorpreso, urla: ‘Che cazzo fai? Slegami o chiamo i miei!’

‘Risparmia fiato. Oggi ho patteggiato con uno dei tuoi ragazzi, vergine e voglioso. Verrà qui, ci scoperemo sul tuo letto, tu legato. Non saprai chi è, per sicurezza. Domani rideranno di te, il coach cornuto.’ ‘Puttana!’ gracchia. ‘Zitto o ti frustro col mio nerbo,’ minaccio, sfiorandogli il culo.

La Passione Esplosiva e il Culmine del Piacere

Prendo il telefono: ‘Tesoro, camera 34 sullo yacht-hotel. Vieni, ho voglia della tua pelle nella mia…’ Pochi minuti, entra Luca, il fighetto del garagista di Positano, atletico, 19 anni. Lo bacio famelica, lo spoglio: torso liscio, muscoli tesi. Nudi, gemo tra i suoi baci umidi. Marco sente tutto: i nostri slurps, i mugugni.

‘La tua cazzo… oh Dio, è perfetta, dura come marmo, più grossa di quella del tuo coach!’ dico ad alta voce, succhiandola. La lingua vortica sulla cappella salata, le vene pulsanti. La ingoio deep, soffoco di saliva, lui ansima. Poi, a quattro zampe sul letto, sopra Marco. Sento il suo fiato bollente sulla schiena. Luca mi afferra i fianchi oliati, mi infila la cappella bagnata nella fica fradicia. ‘Cazzo, che stretta… ti sfondo!’ geme.

Spinta dopo spinta, violenta, il letto cigola. Il mio clitoride sfrega sul suo pube, odore di sudore misto a Creed Aventus suo. ‘Più forte, scopami come una troia!’ urlo. Marco sotto geme involontario, eccitato. Io cavalco l’onda, tette che ballano, capezzoli duri. Luca mi sbatte, palle che schiaffeggiano il mio culo. ‘Vengo… riempimi!’ esplodo, figa che contrae spasmi. Lui ruggisce, spruzza fiotti caldi dentro, fino all’utero.

Ci rivestiamo ridendo piano, usciamo. ‘Sei una diavola,’ mi dice Luca. ‘Andiamo nella mia villa, voglio altro.’

Stamane, Marco allenava i suoi nel sole italiano, faccia scura. Io sorseggiavo caffè sul terrazzo, soddisfatta. Che privilegio: potere, lusso, vendetta in seta. Un momento elite, puro nettare.

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