La Mia Passione Ingoiata su uno Yacht di Lusso in Mediterraneo
La settimana scorsa, al telefono con Jeremy, il mio ex amante inglese, si lamentava della moglie che non voleva né la sodomia né ingoiare durante i pompini. Poi, chiacchierando con la mia amica Marjorie, ha detto: ‘Siamo tutte l’ingoiatrice di qualcuno’. Verissimo. Dipende dall’uomo, dal contesto. Con il mio ragazzo non ingoio, lui trova sia sporco. Ma in certe situazioni… mi eccita da morire.
Mi torna in mente quel weekend, non tanto tempo fa. Lui, Richard, un inglese potente negli affari, mi aveva invitato sul suo yacht privato ancorato al largo di Capri. Jet da Milano a Napoli, poi eli per il porto esclusivo. ‘Vieni, bella italiana’, mi ha sussurrato all’aeroporto, il suo profumo Creed Aventus che mi invade le narici. Elegante, camicia di lino aperta sul petto abbronzato, orologio Rolex che brilla.
L’Arrivo sul Yacht e la Tensione che Sale
Saliamo a bordo. Il sole italiano scalda la pelle, il mare scintilla turchese. Prosecco ghiacciato, bollicine che pizzicano la lingua, sapore di pesca e limone di Sorrento. La villa galleggiante: ponte in teak lucidissimo, cuscinoni di seta bianca, aria condizionata profumata di gelsomino. Indosso un bikini minuscolo, trasparente sotto il sole, senza slip sotto il pareo. Lui mi versa da bere, mano sulla mia coscia nuda. ‘Ti voglio già’, mormora, occhi fissi sulle mie tette che spingono contro il tessuto.
Navighiamo piano, vento caldo che solletica le cosce, salsedine mista al suo dopobarba. Mi accarezza il clitoride sopra il bikini, dito che preme piano. ‘Sei bagnata, puttanella mia’, ride. Io gemo piano, gambe aperte sul ponte. Un motoscafo passa vicino, occhi curiosi dal basso. Mi eccita da impazzire, essere vista, desiderata. La tensione sale, la fica mi pulsa, voglio la sua cappella in bocca.
Scendiamo in cabina. Drappeggi di seta egiziana, letto king size che profuma di pulito e lussuria. Mi sfila il bikini, resta in pantaloni. Mi mette a quattro zampe sopra di lui. ‘Lecca la mia cazzo’, ordina. La sua verga è dura, venosa, esce dal boxer. Inizio con la lingua sul glande, giri lenti, saliva che cola. Lui infila dita nella mia fica fradicia, due, tre, pompa forte. ‘Mmm, sì, succhia più profondo’. Io obbedisco, bocca piena, gola che si apre. Mi scopa la bocca, bassin che sale, ritmo selvaggio.
L’Esplosione di Piacere e il Dopo
Sento il cazzo fremere. ‘Sto venendo, ingoia tutto!’. Jet caldi, densi, sapore dolce-salato, non amaro. Ingoio gulosamente, una, due, tre sborrate. Lecco ogni goccia, pulisco il tronco con la lingua. Lui ansima, ‘Brava troia italiana’. Io sto per esplodere, fica che cola sul letto.
Lo riempio di baci, lo masturbo fino a indurirlo di nuovo. Mi metto in ginocchio contro la paratia, culo in aria. ‘Prendimi il culo, Richard’. Lui lubrifica con la mia eccitazione, spinge la cappella contro l’ano. Entro piano, poi un colpo secco, fino in fondo. ‘Ahhh!’, grido, dolore che diventa piacere puro. Pompa forte, palle che sbattono, mano sul clitoride che sfrega.
‘Più forte, scopami il culo!’, urlo. Orgasmo violento, ano che stringe il suo cazzo, contrazioni che lo fanno sborrare dentro di me. Sperma caldo che riempie, cola piano. Crollo sul letto, corpi sudati intrecciati.
Dopo, Prosecco sul ponte al tramonto, sole che tinge il mare di rosa. Mi sento privileggiata, una dea del sesso in questo paradiso. Lui mi bacia, ‘Sei unica’. Non l’ho più chiamato, meglio il ricordo perfetto. Come dice Marjorie, certi piaceri non si riscalano.