Donna in bikini in riva al mare

La Mia Sottomissione sul Yacht in Mediterraneo

Ero appena atterrata con il suo jet privato a Capri. L’aria calda del Mediterraneo mi accarezzava la pelle, mista all’odore salmastro del mare. Lui, Marco, mi aspettava sul pontile, impeccabile nel suo completo slim, profumo di Creed Aventus che mi invadeva i sensi. ‘Vieni, Alessandra, lo yacht è pronto per noi.’ La sua voce bassa, autoritaria, mi fece rabbrividire.

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Salimmo a bordo del suo Azimut 72, tutto cristalli e mogano lucido. Il sole italiano scottava sulla pelle nuda delle mie spalle, mentre un cameriere versava Prosecco ghiacciato nelle flûte di cristallo. Bollicine fresche, gusto asprigno e fruttato che mi solleticava la lingua. Ci sedemmo sul divano in pelle bianca, vista infinita sul blu. La sua mano sfiorò la mia coscia sotto il vestito di seta leggera. ‘Oggi sei mia, completamente.’ Annuii, il cuore che batteva forte. Sapevo che mio marito Pierre approvava, voleva i dettagli dopo.

L’Arrivo nel Paradiso del Lusso

Mi portò nella suite principale, drappeggiati in lino egiziano candido, soffici come una carezza. L’odore di lavanda fresca dai cuscini, il ronzio gentile dei motori. Mi fece sedere sul bordo del letto king-size, di fronte allo specchio a tutta parete. ‘Alzati, guardami.’ La sua voce era un comando velato. Mi alzai, il vestito che scivolava via sotto le sue dita esperte. Rimanemmo solo con la biancheria: il mio perizoma di pizzo nero, i suoi boxer che tendevano il rigonfiamento.

‘Tocca la tua fica per me.’ Esitai, un ‘Oh…’ sfuggì dalle labbra. Ma lui insistette, occhi fissi nei miei. ‘Fallo, liberati.’ Le mie dita scivolarono sotto il pizzo, sfiorando il clitoride già gonfio. Umido, caldo. Mi masturbai piano, movimenti circolari, il respiro corto. Lui si slacciò i pantaloni, tirò fuori il cazzo duro, venoso, e iniziò a segarlo lentamente. ‘Brava, apri le cosce.’ Vedevo nel riflesso le mie labbra intime dilatarsi, la peluria umida.

Si avvicinò, sostituì la mia mano con la sua. Dita ruvide, precise, che premevano il clit, entravano nella fica fradicia. ‘Avanti il bacino, cazzo.’ Inarcai la schiena, gambe piegate, esposta. Gemevo, ‘Sì… più forte.’ Lui rise piano, ‘Pensi che Pierre ti veda così, troia elegante?’ L’orgasmo saliva, ma lui si fermò. ‘Ora inginocchiati.’ Il suo cazzo puntava il mio viso, odore muschiato di maschio eccitato.

La Passione che Esplode

Lo presi in bocca, lingua sul frenulo, succhiando avida. Lui afferrò i miei capelli, scopandomi la gola con spinte lente. ‘Brava puttana, ingoia tutto.’ Nel vetro, vedevo il mio culo tondo contrarsi. Mi mise a pecorina sul letto, ‘Inarca, apri la fica.’ Le sue dita aprirono le grandi labbra, il glande premette, entrò piano. ‘Senti come ti riempio, cazzo stretto.’ Accelerò, palle che sbattevano, io urlavo ‘Fottimi più forte!’. Il lusso svanì, solo carne che sbatteva, sudore salato, il suo profumo misto al mio umore.

Esplosi per prima, spasmi violenti, la fica che pulsava intorno al suo cazzo. Lui non si fermò, mi girò, mi riempì la bocca di sperma caldo, denso. Lo ingoiai a fatica, qualche goccia colò sul mento. Rimasi lì, tremante, mentre lui accarezzava i miei seni sodi.

Dopo, Prosecco di nuovo, corpi nudi sul ponte al tramonto. Sole italiano che calava, pelle appiccicosa di sesso. Mi sentivo privilegiata, potente nel mio abbandono. Ho scritto a Pierre: ‘È stato divino, ti racconto tutto.’ Quel momento d’eccezione, lusso e vizio puro, mi ha marchiata per sempre.

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