La Mia Dégustation Érotica su uno Yacht Privato in Mediterraneo
Ero appena atterrata con il suo jet privato a Capri, il sole italiano che mi accarezzava la pelle. Lui, il mio amante colto, potente, mi aspettava sul suo yacht ormeggiato nella baia privata. ‘Vieni, bella mia’, mi ha sussurrato con quel sorriso elegante, porgendomi un bicchiere di Prosecco ghiacciato. Il gusto frizzante, aspro, mi ha fatto fremere. L’aria profumava di salsedine e del suo Creed Aventus, maschio, legnoso.
La villa galleggiante era un sogno: ponte in teak lucidato, cuscinoni in lino egiziano, vista sulla Costiera Amalfitana al tramonto. Mi ha portata nella suite principale, dove letti king size con lenzuola Frette setose ci attendevano. Stava leggendo, un libro di un filosofo francese su desideri e morale. ‘Cosa leggi?’, ho chiesto, sfiorandogli la coscia. ‘Qualcosa sul piacere oltre i tabù’, ha risposto distratto, ma i suoi occhi brillavano di lussuria.
L’Arrivo sul Yacht e la Tensione Sensuale
Non mi ha baciata subito. ‘Spogliati’, ha ordinato piano. Mi sono tolta il vestitino di seta, nuda sotto il suo sguardo. Mi ha fatto salire su un tavolino basso, coperto da un telo di seta impermeabile. Dal frigo bar ha tirato fuori delizie: ostriche fresche, caviale beluga, crema di tartufo, salsa al limone di Sorrento tiepida, spaghetti al pomodoro fatti a mano. ‘Sarai il mio piatto gourmet’, ha detto ridendo.
Ha iniziato: perle di ostriche sui capezzoli, fredde e salmastre. Caviale nero sparso sul mio pube, granitoso contro la fica umida. Crema di tartufo tra le chiappe, profumata di terra umida. Salsa al limone sul clitoride, calda che mi ha fatto gemere. ‘Aspetta’, ha detto, versandomi spaghetti caldi sulla testa, fili appiccicosi che colavano sul seno. Il contrasto freddo-caldo mi stava facendo impazzire, la fica pulsava già.
Ha messo musica jazz soft, si è versato un whisky, ha telefonato a ‘qualche amico’. Io lì, gocciolante, esposta. ‘Foto?’, ho chiesto nervosa. ‘Per immortalare l’arte’, ha risposto. Sentivo il sole scottarmi la pelle, il rollio gentile dello yacht. La tensione saliva, orgasmo in agguato.
Finalmente, mi ha bendata. ‘Per non irritarti gli occhi’. La sua lingua ha attaccato: ostriche succhiate dai capezzoli, denti che mordicchiavano. Poi caviale dal pube, lingua che frugava la fica. ‘Dio, sì…’, ho gemito. Al tartufo tra le natiche, la punta della lingua sul culo, aspirando tutto. Ero fradicia, le gambe spalancate.
L’Esplosione di Passione Carnale e il Culmine
Sorpresa: mani estranee. Ho tolto la benda. Quattro ospiti VIP – due tycoon eleganti, un paio di modelle chic – mi leccavano. Non vicini sudici, ma élite del suo mondo. ‘Pre-libinàri condivisi’, ha detto lui, fotografando. Ridono sofisticati, non volgari. Mi hanno pulita: lingue esperte su fica, tette, culo. Io, eccitata oltre misura, ho lasciato fare.
Lui si è spogliato parzialmente, camicia aperta sul petto muscoloso. ‘Appoggiati al tavolo’. Mi ha aperto le cosce, dita nell’ano lubrificato dal tartufo. Il cazzo duro, venoso, mi ha penetrata di colpo nella fica, pompatrice violenta. ‘Scopami forte!’, ho urlato. Davanti a loro che si masturbavano o si toccavano. Lui mi sbatteva, palle che schiaffeggiavano, mano sul collo. ‘La tua fica è mia’, grugniva. Io venivo, spruzzando, urlando come una lupa.
Mi ha girata, cazzo nel culo ora, profondo, doloroso-delizioso. Gli ospiti applaudivano piano. Orgasmo multiplo, corpo scosso. Dégoulinante di succhi e residui gourmet, mi ha riempita di sborra calda.
Dopo, Prosecco tra lenzuola pulite. ‘Hai letto?’, mi ha dato il libro: ‘Dopo i piaceri sessuali, la crudeltà come estensione naturale’. Ho riso. Che privilegio: sesso élite, lusso estremo. Mi sento una dea, sazia di potere e passione. Un nirvana vero, indomabile. Tornerò.