La Mia Douche Infuocata su uno Yacht di Lusso in Mediterraneo
Era l’estate scorsa, sole cocente sul Mediterraneo, vicino a Capri. Atterro con il jet privato del mio amico milanese, un magnate dell’immobiliare. L’aria sa di salsedine e gelsomino selvatico. Sul ponte dello yacht, 50 metri di puro lusso, Prosecco ghiacciato mi accoglie, bollicine che pizzicano la lingua. Indosso un caftano di seta bianco, fessura alta fino all’anca, niente sotto. I capezzoli sfregano il tessuto leggero.
Marco, suo cugino, imprenditore romano con occhi da predatore. Elegante, camicia aperta sul petto abbronzato, profumo di Creed Aventus che mi invade le narici. Mi fissa il décolleté, sa che non porto reggiseno. Sorrido, allungo la gamba, la fessura si apre. ‘Bella vista, eh?’, gli dico ridendo. Lui arrossisce, ma non distoglie lo sguardo. Tensione elettrica. Passeggiamo sul ponte, il sole scalda la pelle, il mare lambisce lo scafo. Ogni passo è un invito, ogni sguardo una promessa.
L’Arrivo sul Yacht e il Teasing Sensuale
La mattina dopo, nove in punto. Mi alzo, nuotata nuda nell’acqua cristallina, poi doccia nella cabina panoramica. Finestra aperta sul mare, nessuna tenda. So che lui è lì, sul ponte, finge di leggere il Financial Times. L’acqua calda scivola sul seno piccolo e sodo, gocciola sulla mia fica rasata, solo una striscia sottile di peli neri. Mi insapono piano, dita che sfiorano il clitoride, un gemito soffocato. Lo vedo nello specchio, nascosto ma eccitato, il rigonfiamento nei pantaloni.
‘ Marco! Vieni qui, per favore?’, lo chiamo. Arriva, aria innocente. ‘Mi serve una mutandina dal cassetto, bianca, quella che vuoi’. Torna con un perizoma di satin, trasparente. Mi avvolgo in un telo minuscolo, fingo di inciampare, cade. Nuda davanti a lui, a un metro. Copro la fica con una mano, i capezzoli duri con l’altra. Rido. ‘Tocca, se vuoi’. Le sue mani tremano sui miei seni, pollice sul capezzolo. Lo schiaffeggio piano. ‘Sveglia!’. Ora è pronto.
Lo tiro sotto la doccia con me. Acqua calda, sapone profumato di lavanda toscana. Gli calo i pantaloni, il cazzo duro salta fuori, grosso, venoso. ‘Finalmente’, sussurro. Lo insapono, lo masturbo piano, su e giù, la cappella gonfia. Geme. Io mi giro, gli offro il culo rotondo. ‘Leccami’. La sua lingua sulla fica, vortica sul clitoride, infila un dito nel buco stretto. Trepo, ‘Sì, lì!’. Vengo forte, gambe che tremano, urlo represso.
L’Esplosione di Passione nella Cabina Privata
Ora tocca a lui. In ginocchio, lo prendo in bocca. Suco la cappella, lingua che gira, lo ingoio fino in gola. ‘Cazzo, Veronica!’, ansima. Gli tiro le palle, lo masturbo veloce. Sborra calda mi riempie la bocca, ingoio tutto, gusto salato. Ma non basta. Lo spingo sul letto king size, lenzuola di lino egiziano fresche. Mi siedo sul suo cazzo, piano, la fica lo avvolge stretto. ‘Oh dio, quanto sei bagnata’. Cavolgo, tette che rimbalzano, unghie sul suo petto. Accelero, clitoride che sfrega, vengo di nuovo, contraendomi su di lui.
Lo giro, missionario. Entra profondo, pompa forte, ‘Ti fotto duro’. Sudore, odore di sesso e mare. ‘Sborrami dentro!’, grido. Esplode, fiotti caldi nel mio utero. Crollo su di lui, cuori che battono all’unisono.
Dopo, sul ponte al tramonto, Champagne Veuve Clicquot. Il suo braccio intorno a me, il mare infinito. Mi sento una dea, privilegiata. Un momento di lusso puro, trasformato in estasi carnale. Lo rifarei mille volte. Quel cazzo, quel yacht, quella notte… indimenticabile.