La Mia Visita Medica sul Yacht Privato: Un’Estasi Lussuosa

È successo due mesi fa, e ancora mi fa tremare. Ero sul mio yacht privato, ancorato al largo di Capri, il sole italiano che accarezzava la pelle. Aria salmastra, profumo di bergamotto dal mio Chanel N°5, Prosecco fresco che pizzicava la lingua. Avevo appuntamento per il check-up annuale con un nuovo medico, il dottor Alessandro, raccomandato da un amico magnate. ‘È discreto e impeccabile’, mi aveva detto.

La cabina medica era un sogno: lenzuola di lino egiziano morbide come seta, luci soffuse, vista sul blu infinito. ‘Signora Rossi, spogliatevi pure, resti con il perizoma’, disse lui entrando. Alto, occhi neri profondi, camice bianco che nascondeva muscoli sotto la stoffa Tom Ford. Profumo legnoso, speziato, mi avvolse. Mi sdraiai, nuda tranne quel filo di pizzo. Cuore che batteva. Lui controllò pressione, polso, poi… ‘Devo esaminare intimamente’.

L’Arrivo sul Mio Yacht e la Tensione Crescente

Le sue mani guantate, lubrificate, sfiorarono l’interno cosce. Rabbrividii. ‘Rilassati, è routine’. Ma il suo tocco… lento, preciso. Sentii la fica bagnarsi. ‘Tutto ok?’, chiese con voce rauca. Annuii, mordendomi il labbro. Palpò, entrò con un dito, poi due. ‘Prostata no, ma per te, signora, è qui’. No, era ginecologico, ma oh Dio, mi massaggiava il clitoride. Il mio perizoma fradicio. Lui indurì sotto i pantaloni. Lo vidi. Tensione elettrica.

‘È normale reagire così’, mormorò, tolse i guanti. Le sue dita nude ora sulla mia fica gonfia. ‘Posso aiutarti?’. Lo guardai, assetata. ‘Sì… fammi venire’. Il lusso svanì, solo carne. Mi masturbò forte, pollice sul clito, dita dentro che scopavano. Gemevo, ‘Più forte, cazzo!’. Il suo cazzo enorme teso contro il tessuto. Lo liberai, lo presi in mano, duro come marmo. ‘Succhia’, ordinai. Lui obbedì? No, mi aprì le gambe.

L’Esplosione di Passione e il Culmine Intenso

Mi leccò la fica come un dio. Lingua dentro, succhiava il mio nettare, denti sul clito. ‘Deliziosa, signora’. Venni urlando, schizzi sul suo viso elegante. Poi lo cavalcai. Il suo cazzo entrò profondo, riempiendomi. ‘Scopami sul lenzuolo di lino!’, gridai. Spingeva, palle che sbattevano, sudore misto a profumo costoso. Lo pompavo, fica stretta intorno. ‘Sborra dentro!’, implorai. Lui esplose, caldo, copioso, mi inondò. Continuammo, lui dietro, in bocca, sul culo lubrificato. Ogni orifizio mio, suo.

Dopo, distesi sul ponte, Prosecco di nuovo in mano, sole che scottava. Lui mi baciò, ‘Un privilegio, signora’. Io sorrisi, fica dolorante ma beata. Un momento d’élite, solo per pochi. Lusso trasformato in estasi pura. Tornerò, oh sì. Salvatore? No, solo mio segreto.

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