Naufragio di Piacere: La Mia Notte sul Yacht del Capitano
Ero lì, sul mio yacht noleggiato, a sfrecciare tra le acque turchesi del Mediterraneo. Il sole italiano mi accarezzava la pelle, calda come un bacio proibito. Prosecco fresco in mano, bollicine che pizzicavano la lingua, profumo di Chanel N°5 che si mescolava al sale marino. Improvvisamente, una tempesta furiosa. Vento che urlava, onde mostruose come leviatani. Il mio yacht si spacca, io mi aggrappo a una tavola, sola, tremante.
Ore di terrore. Squali? No, solo il buio e il freddo che mi morde le ossa. Poi, luci. Un altro yacht, immenso, il ‘Providence Lux’. Mi tirano su, esausta, bagnata. Hector, il medico, mi avvolge in un accappatoio di seta egiziana. ‘Calma, bella. Il capitano ha ordinato di salvarti.’
Il Salvataggio sul Mare di Seta
Ruppert SilverJones. Alto, barba nera curata, tatuaggi che sbucano dal colletto della camicia di lino bianco. Occhi che divorano. ‘Benvenuta a bordo, italiana.’ La sua voce, profonda, con accento inglese tagliente. Mi offre un bicchiere di Dom Pérignon, il suo profumo, Tom Ford Oud Wood, maschio, legnoso, mi invade le narici. La suite è un sogno: drapi di lino Frette, vista su Capri al tramonto.
L’equipaggio mi fissa. Uomini rudi, ma eleganti in polo Lacoste. ‘Stai giù, non salire sul ponte,’ mi avverte Ruppert. ‘Sono lupi affamati da mesi.’ Io rido. ‘So difendermi, capitano.’ E salgo. Il sole acceca, brezza che mi solleva il bikini minuscolo. Sussurri. Un marinaio si avvicina, ghigno sadico. ‘Piccola, vuoi veri uomini?’
‘Oh sì,’ rispondo, provocante. ‘Ma tu reggi?’ Mi afferra il polso. Errore. Lo giro, gli pianto un calcio preciso sul ginocchio. Cade. Altri due avanzano. Prendo un remo da ponte, lo spezzo. Batto come una furia: stomaci, mascelle. Ridono prima, poi gemono. Ruppert appare, pistola in mano. ‘Basta!’ Ride. ‘Dove hai imparato, dea?’
La Passione nel Cuore del Lusso
La tensione sale. Mi guarda come preda. ‘Vieni nella mia cabina.’ Entriamo. Porta blindata si chiude. Mi spinge contro il muro, labbra sulle mie, ruvide, affamate. ‘Ti voglio, cazzo.’ Le sue mani grandi strappano il bikini. Seni liberi, capezzoli duri. Io gemo, ‘Prendimi, capitano.’
Mi solleva, gambe attorno ai suoi fianchi. Cazzo enorme, duro come marmo, mi penetra piano, poi forte. ‘Sei strettissima, troia italiana.’ Urlo di piacere, unghie nella sua schiena tatuata. Mi sbatte sul letto king size, lenzuola che scivolano come seta liquida. Lecca la mia fica bagnata, lingua esperta che mi fa inarcare. ‘Gusti di mare e peccato.’ Io lo cavalco, cazzo dentro fino in fondo, clitoride che sfrega sul suo pube rasato. ‘Scopami più forte!’
Cambiamo. A pecorina, lui mi afferra i fianchi, pompa selvaggio. Schiaffi sul culo, rossi, deliziosi. ‘Vieni per me, puttana.’ Io esplodo, orgasmo che mi squassa, squirt sul suo cazzo. Lui ruggisce, mi riempie di sborra calda, che cola tra le cosce. Sudore, odore di sesso e lusso. Ci accasciamo, corpi intrecciati.
Dopo, Prosecco ghiacciato sulle labbra. ‘Sei un’eccezione, mia naufraga.’ Io sorrido, dita sul suo petto. ‘Questo è il mio paradiso.’ Sole cala sul Mediterraneo, yacht che fila verso una villa in Costiera Amalfitana. Privilegio puro. Potere, eleganza, piacere senza freni. Non lo dimenticherò mai. Una notte da regina.