La Mia Seduzione su uno Yacht di Lusso in Mediterraneo

La pioggia martellava il ponte del mio jet privato mentre atterravo sulla pista privata di Capri. Ero in ritardo per l’appuntamento con Alicia, la mia sarta di lingerie su misura. Finalmente, il tender mi portò allo yacht ormeggiato nella caletta esclusiva, un colosso di 80 metri con interni da sogno. L’acqua scrosciava violenta, il vento umido mi sferzò il viso. Corsi verso la scala di marmo, i tacchi Louboutin che slittavano sul teak bagnato. Spinsi la porta blindata della suite principale… chiusa. Tirai la maniglia, fradicia, e quasi caddi.

Qualcuno mi afferrò per la vita. ‘Attenta, signorina Rossi.’ La voce profonda, un accento toscano seducente. Ero tra le braccia di Lorenzo, il cugino di Alicia, socio nel suo atelier di alta moda erotica. Alto, capelli neri mossi, occhi grigio-blu che ti squarciavano. Pelle olivastra dal sole mediterraneo, camicia di lino aperta sul petto abbronzato. ‘Sono Lorenzo. Alicia è partita prima, mi ha chiesto di aspettarti. Sei Sofia Rossi?’

L’Arrivo sotto la Pioggia e la Tensione Crescente

‘Sì… scusa il ritardo, questo nubifragio…’ Mi scrollai l’acqua dai capelli, inspirando il suo profumo: Creed Aventus, legni e cuoio. Mi fece accomodare nel salone: divani in pelle italiana, cristalli Baccarat, un vassoio d’argento con Prosecco ghiacciato e ostriche. ‘Un bicchiere per scaldarti?’ Annuii, le mani tremanti non per il freddo. Sedetti sui cuscini di seta, notai il libro sul tavolino: ‘Romanzi Erotici Rinascimentali’. Le guance mi andarono a fuoco – ce n’era una copia nella mia biblioteca di Milano.

Lorenzo si sedette vicino, troppo vicino. L’aria profumava di gelsomino fresco e salsedine. La suite era un tempio del lusso: tappeti persiani, lampadari Swarovski, vista sul mare in tempesta attraverso vetrate antisfondamento. Lui aveva allentato la cravatta di seta Hermès, maniche arrotolate sui muscoli tesi. ‘Prova la guêpière che hai ordinato. Alicia insisteva sull essayage.’ Il suo sguardo… da conoscitore. Di fighe eleganti come la mia.

Presi la scatola di satin, entrai nella cabina-armadio privata. Luci soffuse, specchi ovunque, drappi di cashmere. Mi spogliai piano: tailleur Chanel, reggiseno di pizzo. La guêpière bianca mi fasciava i seni pieni, il corsetto stringeva la vita, giarrettiera sulle cosce levigate. Camminai nuda sui piedi, sentendo seta contro pelle. Un clic. Mi voltai: la porta socchiusa? ‘Lo specchio è qui fuori, Sofia. Vieni.’

Tremavo. Aprii: Lorenzo nel suo trono di velluto, libro in mano. ‘Che visione… deliziosa troia.’ Si alzò, torreggiando. ‘Hai spostato tu lo specchio?’ ‘Sì. Siamo soci. Volevo vederti nuda, la mia musa che sceglie i miei pezzi più osceni.’ Le sue mani sfiorarono i fianchi. ‘O è curiosità… professionale?’

La Passione Esplode in Estasi Carnale

‘Cosa…?’ balbettai. Mi attirò sul divano. ‘Toglila.’ Obbedii, la guêpière cadde. Nuda, fica rasata esposta. ‘Sei una puttana raffinata, Sofia.’ La sua mano scese, dita grosse sulla mia figa bagnata. ‘Mmhh… sì…’ gemetti. Strofinò il clitoride gonfio, odorando il mio umore muschiato misto a Chanel N°5. ‘Ripeti: sono una troia.’ Infilò un dito nella fica fradicia. ‘Sono… una troia… ah!’

Mi mise a cavalcioni, leccò un capezzolo duro come diamante. Due dita dentro, pompa veloce. ‘La tua figa è un invito a scoparti.’ Bocca sul collo, sapore di sale e Prosecco. Tirò fuori il cazzo: grosso, venoso, cappella viola lucida di pre-sborra. ‘Succhialo.’ Lo presi in bocca, lingua sul glande salato, gola profonda. Grugnì: ‘Brava figa italiana.’ Mi spinse giù, cazzo che apriva la fica larga. ‘Cazzo, che stretta!’ Spinse forte, palle contro culo. Scopava ritmico, tette che rimbalzavano.

‘Più forte… scopami!’ urlai. Cambiò posizione: a pecorina sul tappeto Aubusson, mano nei capelli. ‘Prendi tutto, troia.’ Il cazzo martellava la cervice, succhiava il clito. Venni urlando, figa che pulsava, squirt sul suo inguine. Lui accelerò: ‘Ti riempio la fica!’ Sborrò dentro, caldo fiotti che colavano.

Sdraiati, sudati, Prosecco sulle labbra. Il mare calmo ora, stelle sopra. ‘Questa è la vita che merito: potere, lusso, cazzi come il tuo.’ Lui rise: ‘Torna domani, la mia sposa troia.’ Un privilegio raro, questa notte d’eccezione. Non vedo l’ora del bis.

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