La Mia Mattina di Fuoco su uno Yacht in Mediterraneo
Mi sono svegliata con il suo braccio pesante sul mio ventre. En chien de fusil, il corpo premuto contro il mio. Non volevo muovermi. Il sole filtrava dalle tende di lino egiziano della suite al Grand Hotel Quisisana a Capri. L’odore del suo profumo, Tom Ford Oud Wood, misto al mio sudore notturno. Caldo, italiano, avvolgente.
I suoi muscoli tesi sotto la pelle cosparsa di efelidi. Capelli rossi che brillavano come rame sotto la luce. Mani forti, unghie curate. Niente anelli. Solo noi due, dopo una notte di puro abbandono. Il cuore mi batteva forte. La sua erezione mattutina premeva contro la mia coscia. Volevo sentirlo dentro, ancora.
Il Risveglio nel Paradiso del Lusso
‘Hai fame?’, ha mormorato, la voce rauca. ‘Sì… ma non di cibo’. Ho sorriso, sfiorandogli il petto. ‘Andiamo sul nostro yacht. È ormeggiato lì, sotto’. Ci siamo alzati piano. Doccia tiepida, schiuma Chanel che scivolava sulla pelle. Ho indossato solo un impermeabile di seta nera, jarretelles di pizzo, tacchi Louboutin. Lui, pantaloni larghi, camicia aperta.
Sullo yacht privato, il sole scottava la pelle. Prosecco ghiacciato, bollicine che pizzicavano la lingua. Brezza mediterranea, sale nell’aria. Ci siamo sdraiati sul ponte di teak lucidato. Le sue mani sulle mie cosce. ‘Sei una dea’, ha detto. Ho aperto le gambe piano. La tensione saliva, elettrica.
Le sue dita hanno slacciato l’impermeabile. Bocca sul mio collo, morsi leggeri. Ho gemuto. ‘Leccami’. Ha obbedito. Lingua esperta sul clitoride gonfio. Succhiava piano, poi forte. La fica bagnata, fluida. ‘Cazzo, sei dolce’. Ho afferrato i suoi capelli, spingendolo dentro. Dita in me, due, tre. Mi contraevo intorno.
La Passione che Brucia Tutto
Mi sono messa in ginocchio. Il suo cazzo duro, venoso, raso liscio. L’ho preso in bocca. Gola profonda, saliva che colava. Lui gemeva: ‘Porca puttana, sì’. L’ho succhiato piano, linguale sul glande. Balle in mano, strette delicate. Poi mi ha girata. A pecorina sul ponte, vista sul mare.
‘Prendimi senza gomma. Sono pulita’. È entrato piano. Pieno, caldo. La fica lo stringeva. Spinse forte. ‘Cazzo, che stretta’. Colpi ritmati, profondi. Io mi masturbavo il clito, unghie rosse che graffiavano. Sudore che colava. ‘Più forte, scopami!’. Lui accelerava, palle che sbattevano sul mio culo.
Ho sentito l’orgasmo arrivare. ‘Vengo…’. Contrazioni violente. Lui non si fermava. ‘Dentro di me’. Ha esploso, sperma caldo che mi riempiva. Gocce che uscivano, miste ai miei umori. Tossivo di piacere, schizzi leggeri. Ci siamo accasciati, corpi intrecciati.
Dopo, Prosecco sulle labbra. Il suo sperma colava piano dalle mie cosce. ‘Sei incredibile’, ha sussurrato. Io ridevo piano. ‘Da piccola ti spiavo già. Ora sei mio’. Lusso puro: jet privato ieri, yacht oggi, villa stasera. Mi sentivo una regina. Potere, eleganza, sesso senza freni. Un momento d’eccezione, privilegio assoluto. Il sole tramontava, rosso come i suoi capelli. Pronta per di più.