Coppia abbracciata

La Mia Notte di Fuoco nella Suite del Saint Regis a Venezia

Sono atterrata con il jet privato all’aeroporto Marco Polo, l’aria tiepida della sera veneziana mi avvolge come una carezza proibita. Odore salmastro del mare, misturato al profumo di gelsomino dai giardini vicini. Francesco, il direttore del Saint Regis, mi accoglie con un sorriso complice. ‘Signora Valentina Di Tomaso, la sua suite Grand Canal View è pronta.’

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Elena, la mia salvatrice parigina, mi stringe la mano. Alta, elegante, con quel corpo scolpito che mi fa impazzire. L’ho incontrata dopo quell’aggressione idiota vicino al Luxembourg, due gorilla fiamminghi e parigini. Ora siamo qui, per quel maledetto pergamino e Miasme, ma stasera… solo lusso e desiderio.

L’Arrivo nel Paradiso Lagunare e la Tensione che Sale

La lobby brilla di marmi venati d’oro, lampadari di Murano diffondono luce soffusa. Saliamo in ascensore privato. La suite è un sogno: 100 metri quadri di opulenza. Pavimento in marmo rosa, drappeggi di seta color crema, letto king con lenzuola di lino egiziano, morbide come pelle nuda. Balcone sul Canal Grande, gondole che scivolano silenziose, Basilica della Salute illuminata di fronte. Un secchiello con Prosecco ghiacciato, bicchieri di cristallo Baccarat, fragole succose.

‘Prosecco?’ dico versando, il perlage che danza. Lei annuisce, occhi scuri fissi sui miei. Indosso un abito nero di Valentino, aderente sulle curve. Il suo profumo, Creed Aventus, mascolino e seducente, mi invade le narici. Ci sediamo sul divano in velluto, vista sul canale. ‘Elena, dopo Parigi… sei al sicuro qui.’ Le mie dita sfiorano il suo ginocchio. Lei trema. ‘Valentina, io… non ho mai…’ Esito, bevo un sorso. Gusto frizzante, acido perfetto. La sua mano sale sulla mia coscia, calore umido tra le gambe.

La bacio piano. Labbra morbide, sapore di Prosecco e rossetto. Lei risponde, lingua che danza. Mani nei capelli. ‘Dio, sei così bella,’ sussurra. La spingo contro i cuscini, slaccio il suo vestito. Seni perfetti, capezzoli duri. Li succhio, mordo piano. Lei geme, ‘Sì… continua.’

L’Eplosione del Piacere Carnale

La sua fica è rasata, bagnata fradicia. La divarico, lecco il clitoride gonfio. ‘Cazzo, Elena, sei dolce come miele.’ Dita dentro, due, tre, pompo forte. Lei urla, ‘Leccami la figa, Valentina!’ Si contrae, squirt sul mio viso. Io mi siedo sul suo, 69 selvaggio. La sua lingua nel mio culo, dita nella fica. Orgasmomi scuote, ‘Sto venendo, porca troia!’ Succhia il mio succo, io il suo.

Prendo lo strapon dal beauty, cuoio nero lucido. Glielo infilo piano. ‘Prendilo tutto.’ La scopo duro, lei grida, ‘Più forte, scopami la fica!’ Colpi ritmati, seni che ballano. Cambio posizione, a pecorina sul balcone. Vento caldo sul Canal, lei viene ancora, spasmi violenti. Io esplodo con lei, clitoride sfregato contro la base.

Cadiamo sul letto, sudate, ansimanti. Drappeggi accarezzano la pelle. Prosecco tiepido sulle labbra. ‘Valentina… è stato… divino.’ La stringo, odore di sesso e lusso. Vista sul Grande Canale, gondole lontane. Mi sento una dea, privilegiata. Questo è potere: Venise, Saint Regis, orgasmi infiniti. Domani Miasme, ma ora… solo questa ebbrezza rara. (612 parole)

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