La Mia Sottomissione nel Giardino della Villa sul Mare

È passato un mese da quando siamo arrivati in questa villa esclusiva sulla Costiera Amalfitana. Mio marito, Jean-Paul, è sempre immerso nel lavoro, jet privato o riunioni a Capri. Io, Clotilde, mi sento sola in questo paradiso. La villa è un sogno: drapi di lino egiziano che profumano di lavanda fresca, bottiglie di Prosecco ghiacciato sul terrazzo con vista sul mare turchese. Il sole italiano mi scalda la pelle, e i miei lingerie di La Perla sotto vesti leggere mi fanno sentire viva, desiderata.

Il personale è impeccabile. Sofia, la cameriera ventenne con occhi luminosi e curve morbide, e Marco, il giardiniere cinquantenne, capelli brizzolati, sorriso malizioso. Mama Rosa cucina meraviglie. Ma la libido… oh, sale con il calore. Gli sguardi degli uomini al mercato di Positano, sulla spiaggia privata. Io, bionda occhi azzurri, silhouette perfetta, li ignoro con alterigia. Eppure, sotto la doccia, le mie mani esplorano il mio corpo, capezzoli duri, fica umida.

La Tensione che Sale nel Paradiso Privato

Un pomeriggio afoso, in camicia di seta, vedo Sofia sgattaiolare verso la casetta di Marco nel giardino di limoni e bouganville. Cuore che batte. Sbircio: lei a pancia giù sul tavolo, gonna alzata, Marco dietro, cazzo nero e grosso che la pompa. Gemiti acuti, ‘Sì, più forte!’. Io tremo, figa che pulsa. Corro via, ma quella notte, nel letto king size, rivivo la scena, dita dentro di me.

Il mattino dopo, sul terrazzo ombreggiato, robe di lino sbottonata, senza reggiseno. Osservo Marco potare le rose, profumo intenso. ‘Buongiorno, Marco.’ ‘Buongiorno, signora.’ Mi avvicino, apro un bottone, seno che spunta. ‘La tua casetta… comoda?’ Lui sorride furbo. ‘Vuole vedere?’ Seguo, gambe molli.

L’Estasi Carnale e il Dopo

Dentro, penombra fresca. Chiude la porta. ‘È questo che vuoi, signora?’ Pantaloni giù, cazzo enorme, venoso. Occhi ipnotizzati. Mi piega sul tavolo, slaccia la robe. Nuda, pelle d’oca. Mani ruvide sui miei seni, pizzica capezzoli. ‘Piegati, apri le gambe.’ Frotte il glande sulla mia fica bagnata. ‘No… oh Dio…’ Ma spingo i fianchi. Entra piano, mi riempie. ‘Ahhh! Cazzo, sì!’ Pompa forte, io urlo, unghie nel legno. ‘Troia bianca, ti piace il mio nero?’ ‘Sì, scopami, più forte!’ Orgasmo che mi squassa, lui spara dentro, seme caldo.

Sera, sorrido al marito esausto. Il giorno dopo, lingerie bianca, bas res, chemisier corto. Aspetto Marco, ma un corriere irrompe: pacchi di champagne Veuve Clicquot. Alto, muscoloso, occhi famelici sul mio corpo. ‘Consegna rapida.’ ‘Aspetta…’ Sbatto la chemisier, fica esposta. Mano sulla mia fica, dita dentro. ‘Bagnata, puttana.’ Lo succhio, poi contro il frigo, gambe aperte. ‘Scopami qui!’ Cazzo mostruoso mi spacca, urlo. Mi solleva, sul tavolo cucina, pompa selvaggio. ‘Prendilo tutto!’ Godo di nuovo, lui mi riempie la bocca di sborra.

Ora, corpo sazio, privilegio di questa vita elite. Ho condiviso con le amiche al club del yacht: loro invidiose. Nessun rimorso, solo fame di più. Questo lusso è passione pura.

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