La Mia Culotte di Pizzo sul Suo Tavolo: Un’Avventura Infuocata su uno Yacht in Mediterraneo
Maggio finiva sotto un diluvio a Roma. Pioggia che pungeva la pelle, umidità che appiccicava i vestiti. Ne avevo abbastanza. Ho chiamato il mio jet privato. Destinazione: Capri. L’aria si scalda già in quota, il sole italiano mi chiama.
Atterro e una limo mi porta al Capri Palace, hotel 5 stelle. Suite con vista sul mare, drapi di lino egiziano soffici come seta. Spruzzo il mio Tom Ford Oud Wood, odore legnoso e speziato che mi fa fremere. Sotto il vestito, solo la mia culotte Aubade di pizzo bianco, delicata, profumata della mia fica eccitata.
L’Arrivo Esclusivo e la Tensione che Sale
C’è un evento esclusivo in sala conferenze. Lui è lì, Alessandro, magnate del lusso, 40 anni, occhi penetranti, completo su misura. Parla di affari sul palco, voce profonda. La platea di VIP pende dalle sue labbra. Io sono tra loro, nuda sotto il mio abito di seta, mutandine già umide.
Mentre va in pausa caffè, sgattaiolo sul palco. Depongo la busta kraft sul suo tavolo, dentro la culotte calda del mio calore, e un foglio rosa: “Nuda e offerta, qui da qualche parte…”. Esco, cuore che batte. Lo vedo tornare, palpare la busta. Arrossisce, la nasconde sotto il tavolo. I suoi occhi scandagliano la sala, cercano me.
Sento la sua eccitazione da lontano. Si agita sulla sedia. Io sorseggio Prosecco fresco, bollicine che pizzicano la lingua, mentre immagino il suo cazzo duro contro i pantaloni. Lui, solo sul palco, mano che scivola giù. Lo vedo, discreto, la zip che si apre. Si sega piano, occhi su di noi. Sudore sulla fronte, vene gonfie.
Non resiste. Viene nella mano, sborra calda che cola tra le dita. Io sorrido, lo fisso. Sa che sono io.
La Scopata Intensa e il Gusto della Sborra
Mi alzo, gambe che tremano sui tacchi Louboutin. Mi avvicino, impermeabile rosa corto che copre appena le cosce. Mi chino: “Dammi la tua mano destra, per favore”. Lui trema, me la porge, piena di sborra densa, odore acre e maschio. La mia lingua la lecca piano, assaporo ogni goccia. “Mmm, delizioso… il tuo seme sa di potere”. Succhio il suo indice, lo infilo in bocca, lo pulisco. I suoi occhi verdi nei miei, capezzoli duri sotto l’impermeabile, nuda come promesso.
“Vieni sul tuo yacht”, sussurro. Lui annuisce, eccitato da morire.
Sul porto, il suo yacht da 50 metri, Mediterraneo che luccica al tramonto. Calore del sole sulla pelle, brezza salmastra. Saliamo in cabina principale, Champagne Dom Pérignon che scorre. Lo spingo sul letto king size, lenzuola di seta. Gli slaccio i pantaloni, il cazzo eretto, grosso, venoso, pre-sborra che luccica. “Voglio succhiartelo tutto”. Lo prendo in bocca, lingua che gira sul glande, succhio profondo, gola che si contrae. Lui geme: “Cazzo, sei una dea…”.
Mi giro, fica bagnata esposta. “Scopami forte”. Lui mi penetra, cazzo che riempie la mia figa stretta, colpi potenti. Io urlo: “Più profondo, Alessandro! Sborrami dentro!”. Sudiamo, corpi che sbattono, odore di sesso e profumo. Mi prende da dietro, mano nei capelli, schiaffo sul culo. “La tua fica è perfetta, stretta e calda”. Vengo urlando, spasmi che mi scuotono. Lui esplode, sborra calda che mi inonda la fica, cola sulle cosce.
Ci accasciamo, corpi intrecciati. Sole italiano che tramonta sul mare, Prosecco sulle labbra. Mi sento privilegiata, una dea tra i potenti. Questo momento, puro lusso carnale, è mio per sempre. Lui mi bacia: “Torna domani?”. Sorriso malizioso: “Solo se mi scopi ancora”.