La Mia Notte di Fuoco in una Villa sul Mediterraneo
Ciao, sono Paola, e non ci credo ancora. Proprio ieri, telefono a Bea: ‘Amore, Marco arriva tra poco e io sono un disastro. Che metto? Dice ‘tenuta leggera e sexy’. Lei: ‘Quel velo nero con la scollatura, tacchi alti. Perfetto!’ Provo. La giacca si annoda sul fianco, volant sul seno, gonna fluida con fessura che sale fino all’inguine. Sotto? Niente. Solo reggiseno ricamato nero. Un tocco di eyeliner, mascara, rossetto ‘Peccato Notturno’. Profumo Creed Aventus, quel sentore di ananas e muschio che mi fa sentire una dea.
Scendo. Marco è lì, sotto il portico dell’hotel 5 stelle a Capri. Abbronzato, capelli grigi sulle tempie, occhi che divorano. ‘Sei stupenda.’ La sua voce bassa, potente. Mi prende per mano: ‘Andiamo, il jet privato ci aspetta per la mia villa.’ Jet? Sì, decolliamo subito, Prosecco ghiacciato in mano, il sole calante sul mare. Atterriamo su un eliporto privato. Limousine ci porta alla villa: infinity pool, vista sul Mediterraneo, lenzuola di lino egiziano che profumano di lavanda toscana.
L’Arrivo nel Paradiso Esclusivo
Al bar della villa, Martini secchi. Musica salsa-reggae. ‘Balla per me.’ Giro, la gonna vola, lui sa che sono nuda sotto. Mi tira vicina, il suo cazzo duro preme contro di me. ‘Ho fame di te.’ Mani che scivolano, baci sul collo. ‘Togliti le mutande? Già fatto.’ Ride. Ci spostiamo in terrazza, champagne Dom Pérignon. Mi slaccia la giacca, versa bollicine tra i seni. La sua lingua lecca, succhia il capezzolo indurito. ‘Delizioso.’ Io gli apro la camicia, torso muscoloso, peli che odorano di colonia.
‘Allungati.’ Sul divano di pelle italiana, olives nere, tapenade, pomodorini. Me le infila tra le labbra, poi sul mio corpo. Le mangia da me, lingua che scende piano verso la fica bagnata. ‘Sei dolce come il mare.’ Geme. Io lo spoglio: niente sotto, il suo cazzo eretto, venoso, grosso. Lo spalmo di formaggio fresco, lecco ogni centimetro. ‘Paola, cazzo…’ Succhio la cappella, assaporo il preseminale salato.
Mi sdraio sul tavolo della cucina, coperta di foglie di insalata croccanti. ‘Sul ventre.’ Mi bacia i piedi, le cosce. Olives dal collo alla fica: nere, verdi. Ne perdo una, rido nervosa. La sua lingua arriva lì, lecca la tapenade dalla mia carne. ‘Sei fradicia.’ Entra con due dita, pompa piano. Io gemo, il sole italiano scalda la pelle.
La Passione Esplosiva sulla Terrazza
‘Prendimi.’ Mi gira, spalanca le gambe. Il suo cazzo mi penetra piano, poi forte. ‘Cazzo, sei stretta.’ Spinge, io urlo di piacere. Ogni affondo profondo, palle che sbattono sul mio culo. ‘Più forte, Marco!’ Mi scopa selvaggio, sudore che cola, odore di sesso e mare. Cambiamo: cavalco, la sua verga mi riempie, clitoride sfrega. Vengo urlando, lui mi riempie di sborra calda dentro.
Ci accasciamo. Meringhe colorate: le sparge sul mio culo, le mangia, lingua che pulisce ogni traccia. Champagne sulla schiena, risate. ‘Sei un privilegio.’ Resta dentro di me, lento ora, un altro orgasmo. Notte intera: piscio sul suo petto, lui mi lecca pulita. Alba sul Mediterraneo, corpi esausti.
Che vita. Solo per pochi eletti. Dedico a te, Nico.