La Mia Vendetta Sensuale su uno Yacht di Lusso in Mediterraneo
Ero a casa, a Milano, quando è arrivata quella busta bianca. Nessun mittente. Dentro, una foto in bianco e nero: mio marito, sorridente, con una coppa di champagne alzata. Di spalle, una bionda elegante, chignon alto, nuca sottile. Vicini, troppo vicini. Chi cazzo me l’aveva mandata? Il cuore mi è salito in gola. Con lui, ci diciamo tutto. Attrazioni, fantasie. Ma questo? Silenzio. I giorni dopo, mi sono chiusa. Lui distante a letto, usa i vibratori più spesso. Mi infila quel mostro pulsante mentre mi lecca, ma manca la tenerezza. Sborra in bocca troppo presto, come per evitare di scoparmi davvero. Colpa di lei? La rabbia mi rode. Se lui tradisce, io pure.
Invito improvviso: weekend su uno yacht privato in Mediterraneo, ospiti vip. ‘Regalo per te’, dice lui. Partiamo col jet privato, pelle che profuma di cuoio nuovo e Chanel No.5. Atterriamo a Capri, elicottero ci porta sullo yacht ancorato tra scogliere rosa al tramonto. Acqua turchese, ponte in teak lucidato, camerieri in guanti bianchi. Prosecco ghiacciato, bollicine che pizzicano la lingua, limone di Sorrento. Sole caldo sulla pelle, sale nell’aria. Lui mi presenta amici, ma i miei occhi cercano lei. Niente. Invece, incontro Marco, milionario italiano, occhi neri, fisico scolpito sotto la camicia di lino bianco. ‘Bellissima’, sussurra, mano sulla mia schiena nuda. Tensione elettrica. Cena sotto le stelle: caviale fresco, ostriche che scivolano in bocca salate. Lui mi versa vino, gamba che sfiora la mia. ‘Tuo marito è fortunato’, dice, sorriso predatore. Io rido, ma penso alla foto. ‘Forse no stasera’. La notte cala, Mediterraneo nero come seta. Mi allontano sul ponte, vento caldo sui seni. Lui mi raggiunge. ‘Vuoi vedere la suite padronale?’. Entriamo: letto king size con lenzuola di lino egiziano, morbide come carezza. Balcone sul mare, onde che lambiscono. Profumo di sandalo e sesso nell’aria. Le sue mani su di me, lento. Labbra sul collo. ‘Dimmi di sì’. Io esito, poi: ‘Scopami’.
L’Arrivo sul Yacht e la Tensione che Sale
Porta chiusa. Mi strappa il vestito di seta, reggiseno cade. Bocche affamate, lingue che duellano. Sento il suo cazzo duro contro la mia coscia, grosso, pulsante. ‘Che troia sei’, ringhia, e io gemo: ‘Fammelo vedere’. Lo tiro fuori, vene gonfie, cappella viola. Lo prendo in bocca, succhio forte, saliva che cola. Lui afferra i miei capelli: ‘Brava puttana, ingoialo tutto’. Mi sbatte la testa avanti e indietro, cazzo in gola fino a soffocare. Poi mi solleva, gambe aperte sul letto. Fica bagnata, labbra gonfie. ‘Guardati, fradicia per me’. Entra piano, poi spinge violento. ‘Ahhh, sììì!’, urlo. Mi martella, palle che sbattono sul culo. Sudore che cola, corpi che scivolano. Mi gira, a pecorina: ‘Prendilo nel culo ora’. Lubrificante fresco, poi la cappella che forza l’anello stretto. Brucia, poi estasi. ‘Cazzo, che stretto!’, grugnisce. Mi scopa l’ano senza pietà, dita sulla clitoride. Io vengo, spruzzo sul lenzuolo. ‘Sborrami dentro!’, imploro. Lui esplode, caldo getti nel mio culo. Crolliamo, ansimi, odore di sesso e mare.
Al mattino, sole italiano filtra. Prosecco per colazione, corpi nudi intrecciati. Mio marito entra ridendo: ‘La festa sorpresa!’. La bionda è Claire, amica d’infanzia, ha organizzato tutto con lui. La foto? Di Estelle, la mia ex-amica invidiosa, vista con Marco dopo. Le ho mandato un messaggio: ‘Il tuo uomo mi ha sfondata come una dea’. Ridiamo tutti e tre sul ponte. Mal di culo delizioso, ma che privilegio: yacht, potere, orgasmi multipli. Vita da elite, zero rimpianti. Solo voglia di altro.