La Mia Sessione Foto Selvaggia su uno Yacht Privato in Mediterraneo
Era un giugno afoso, ore quattordici, quando sono salita sul suo yacht privato ancorato al largo di Capri. Lui, un amico potente, elegante, con quel profumo di Creed Aventus che mi fa girare la testa. ‘Facciamo queste foto per il mio album privato’, mi dice versandomi un Prosecco fresco, bollicine che pizzicano la lingua. Io, scettica, in vestitino bianco trasparente e gonna stretta, annuisco. Il sole scalda la pelle, l’odore di salsedine e lino egiziano dei cuscini sul ponte.
Camminiamo sul ponte deserto, lontani da occhi indiscreti. ‘Posa naturale’, insiste. Mi slaccio il colletto, spalle nude, il reggiseno che spunta. Clic. ‘Toglilo’, sussurra. Esito, ma lo faccio, mani sul seno. Il suo sguardo mi accende. Gira la schiena, gonna giù, culo in vista sotto il vestitino. Nuda fino alle natiche, senza mutande. ‘Bellissimo’, dice. Mi eccito, il cuore batte.
L’Arrivo sul Ponte e la Tensione che Sale
Ci spostiamo verso la poppa, protetta da tende di seta. ‘Siediti’, mi ordina. Mi siedo a pecorina su un materassino, gambe aperte. Fotografa il mio culo, la fica umida. Mi tocca le cosce, massaggia. ‘Sei bagnata’, mormora. Gli tiro giù i pantaloni, il cazzo duro. Lo lecco, couilles salate di mare, poi lo succhio profondo. Lui geme, mi sbatte la faccia.
‘Continuiamo le foto’, ansimo. Ma lui mi unga con olio solare, dita nella fica, clitoride gonfio. Mi masturbo il suo cazzo, lui mi fotte con due dita. ‘Voglio scoparti’, dice. Lo cavalco, cazzo dentro fino in fondo, il yacht dondola. Gemo forte, tette che rimbalzano.
Poi, un rumore. Il marinaio, muscoloso, quarantenne, treillis attillato, ci vede. ‘Che fate qui?’, grida. Ma lei, io, nuda, lo fisso. ‘Resta’, dico. Lui esita, ma il suo pacco gonfio tradisce. ‘Foto?’, chiede. ‘No, scopami’, lo provoco.
La Passione Esplode in un Trio Indimenticabile
Lui si spoglia, cazzo enorme, spesso. Lo succhio avida, gola piena, saliva che cola. L’amico dietro, mi lecca il culo. ‘Prendimi tutti e due’, imploro. Mi metto a pecorina, marinaio in fica, amico nel culo. Dita prima, poi cazzi. Lentamente, mi aprono. Dolore che diventa piacere puro. ‘Cazzo, sì! Scopate il mio culo e la fica!’, urlo. Si alternano, doppi cazzi che mi riempiono, sfregano dentro. Io squirto, orgasmo violento, corpo tremante.
Loro accelerano, schiaffi sul culo, mi sbattono come puttana di lusso. Sborrano dentro, caldo, piena. Crollo esausta.
Dopo, sole calante, Prosecco di nuovo. Corpi oliati, sudati, abbracciati sui cuscini. ‘Che privilegio’, sussurro. Lui ride, il marinaio se ne va discreto. Mi sento regina, soddisfatta, quel brivido elitario che solo il lusso estremo dà. Un ricordo da milionaria, senza rimpianti.