La Mia Notte di Fuoco su uno Yacht Privato in Mediterraneo
Era il quarto giorno in questo paradiso esclusivo. Siamo arrivati con il jet privato da Milano, atterrando sulla pista privata vicino alla Costiera Amalfitana. Mio marito e io, in cerca di emozioni forti in un posto dove i ricchi si lasciano andare. Lo yacht ormeggiato era un sogno: 50 metri di acciaio lucido, ponte in teak profumato di legno pregiato, cabine con lenzuola di lino egiziano morbide come una carezza.
Io mi ero preparata con cura. Vestito corto rosso, seta che scivolava sulla pelle abbronzata, i primi tre bottoni aperti per mostrare il décolleté. Profumo di Creed Aventus, quello che fa impazzire gli uomini potenti. Lui, mio marito, elegante in lino bianco, mi fece un cenno dal ponte superiore. Ci separammo tra i divanetti della lounge privata, vista sul mare turchese.
L’Arrivo nel Paradiso del Lusso
Lì, seduto con un bicchiere di Prosecco ghiacciato, un uomo sulla sessantina. Capelli sale e pepe, abito sartoriale, aria di chi comanda. L’età che adoro, potere e esperienza. Mi sedetti accanto, gambe accavallate, la gonna che saliva fino a metà coscia. ‘Buongiorno, che meraviglia questo posto’, dissi, sfiorandomi la gamba piano. Lui sorrise, occhi che scivolavano giù. ‘Sì, il sole italiano sa come sedurre.’
Parlammo del mare, del calore. ‘Fa così caldo… vorrei essere nuda sotto questo vestito’, sussurrai, maliziosa. Rise. ‘Non dubito, sei provocante.’ Audace, slacciai la culotte di pizzo, la misi in borsa. ‘Ora sto meglio, un po’ d’aria fresca.’ Lui fissava, ipnotizzato. Relativamente sola, alzai la gonna quel tanto: la mia fica rasata, liscia, esposta. ‘Ti piace?’ chiesi, voce bassa.
Da lontano, mio marito annuiva. Poi arrivò il fratello, fingendosi ospite casuale. ‘Mio fratello mi ha parlato di te’, disse il pescatore? No, un altro tycoon, con yacht gemello. Avevano visto tutto dal loro ponte. ‘Conosciamo questi giochi’, ridacchiarono. Mio marito si unì, eccitato. ‘Continuate.’ Mi spogliarono lì, sul ponte, brezza calda sulla pelle nuda.
La Surrender Totale alla Passione
Le loro mani esperte: una sul mio seno, pizzicando i capezzoli duri, l’altra tra le cosce, dita che scivolavano nella mia fica bagnata. ‘Sei fradicia’, gemette uno. Mi misero in ginocchio, cazzi grossi, venosi, fuori dai pantaloni. Ne presi uno in bocca, succhiando avido, lingua sul glande salato. L’altro mi masturbava, dita nel culo stretto.
Mi portarono nella suite master: candele profumate di ylang-ylang, letto king con baldacchino. Menotte di seta ai polsi, culo in alto su cuscini di piume. Cravache leggera sulle natiche, colpi che bruciavano dolce. ‘Brava puttana’, mormorò uno, versando cera calda sulle cosce. Gemetti, ‘Sì, di più.’ Plug unto di olio al bergamotto nel mio ano, dilatandomi piano.
Mi scoparono senza pietà. Uno nel culo, cazzo spesso che spingeva profondo, l’altro in bocca, sborra calda che ingoiai. Poi sandwich: fica e culo pieni, corpi sudati che sbattevano. Urlavo, ‘Scopami forte, riempitemi!’ Mio marito guardava, cazzo in mano. Mi unirono: lui nel mio culo mentre succhiavo l’altro. Venni mille volte, tremando.
Dopo, esausta, Prosecco e pasta al pomodoro fresco. Carezze sotto il tavolo, film porno sul maxischermo. Continuarono tutta la notte: vibro nella fica, cazzi alterni. Al mattino, ano sensibile, ma euforica. Un privilegio raro, lusso che si fa carne. Mio marito: ‘Sei perfetta.’ Io, sorridendo: ‘E non è finita.’