Sodomiata nella Villa di Lusso: Il Mio Cugino e la Mia Prima Volta nel Cul
Dio, ancora ci penso. Quella villa in Costiera Amalfitana, la nostra, ereditata dalla famiglia. Non una casa qualunque, no: ettari di limoni, piscina infinity che si perde nel Tirreno, yacht ormeggiato lì sotto. Io, Beatrice, la più timida delle sorelle, quella che tutti sottovalutano. Lui, mio cugino lontano, povero ma affascinante, invitato dopo quella notte folle.
Ricordo l’odore del suo jet privato atterrato a Capri, Prosecco ghiacciato servito in flute di cristallo Baccarat. Le mie sorelle – Alessandra l’elegante, Sofia la selvaggia, e Martina la folle – lo accolsero nel salone con tappeti persiani e divani in velluto. Io ero su, nervosa, ma eccitata. Avevo scritto quella lettera profumata di Creed Aventus, ‘Vieni, continua dove ci siamo fermati’. In macchina, tornando dalla festa rock su uno yacht, la sua mano sul mio culo… mmm, quel brivido.
L’Arrivo nella Villa e la Tensione Crescente
Scesi piano, vestita solo di un caftano di seta che frusciava sulla pelle. Lui sedeva lì, punch al limoncello forte, occhi sgranati. Le sorelle risero. ‘Hai toccato il suo culetto vergine, eh?’, disse Alessandra, chinandosi, alzando la gonna. Niente mutande, fianchi perfetti oliati al sole italiano. ‘Guarda, io adoro farmelo leccare’. Sofia si unì, mini-string spostato, dito bagnato che scivolava nel suo ano stretto. ‘Profondo, così…’. Martina, la piccola, jeans abbassati, ‘Anch’io, cento volte enculata’.
Io arrossii, ma il calore saliva. Lusso ovunque: candele Diptyque che fumavano gelsomino, brezza marina calda. ‘Lei è fragile’, dissero ridendo, ‘Ma noi siamo puttane’. Se ne andarono su un tender verso lo yacht, lasciandoci soli. ‘Vai da lei’, urlò Martina. Cuore che batteva forte.
Salii le scale di marmo, porta socchiusa. Io nuda sul letto king-size, lenzuola Frette morbidissime, a quattro zampe. Profumo di lubrificante Tom Ford, dita unte che entravano: una, due, tre nel mio culo. ‘Enculemi con la tua cazzo grossa’, dissi, voce roca. Lui entrò, piano prima. Il suo cazzo duro, venoso, spinse contro il mio buco vergine. ‘Cazzo, sei stretto…’, gemette.
L’Esplosione di Passione Anale
DOLORE DELIZIOSO. Spinsi indietro, sentii la cappella aprirmi. ‘Più forte, spaciami il culo!’. Lui afferrò i miei fianchi oliati, pompatura ritmica. Sudore che colava, sapore salato sulla lingua. Il suo scroto sbatteva sulle mie labbra bagnate, figa che gocciolava invano. ‘Ti piace il mio culo italiano?’, ansimai. ‘Sì, troia… lo sfondo’. Affondi profondi, 20 cm dentro, viscere che si contraevano. Gemiti echeggiavano nella villa, yacht che dondolava fuori.
Cambiò posizione: io supina, gambe spalancate, lui mi leccò il culo dilatato, lingua calda che entrava. Poi di nuovo dentro, missionario anale, occhi nei miei. ‘Vengo nel tuo culo’, ringhiò. Io venni prima, orgasmo anale che mi scuoteva, squirt dalla figa. Lui esplose, sperma caldo che riempiva il mio retto, colava fuori.
Dopo… ah, beata. Sdraiati sui drappeggi di seta, Prosecco tiepido sulle labbra, sole che tramontava rosso sul mare. Il suo profumo misto al mio, lusso che si era fuso in carne pura. ‘Sei un privilegio’, sussurrò. Io sorrisi, culo dolorante ma soddisfatto. Famiglia potente, io regina di quel momento d’élite. Un ricordo eterno, senza rimpianti.